I consigli di Laura

Dolori e gioie di un figlio Down

11-09-2007

Cara Laura,

    

ho letto sul tuo giornale che il famoso commediografo Arthur Miller aveva rinchiuso un figlio Down in un istituto.

 Ho sempre stimato Miller per il suo acume e per la sua genialità, ma non capisco come un uomo così intelligente e così sensibile abbia tenuto nascosta la condizione di suo figlio.   

Cosa abbia spinto Miller a lasciare un figlio in quelle condizioni in un istituto non lo sapremo mai, ma credo che abbia avuto momenti di vera tristezza.   

Mi permetto di fare queste considerazioni perchè sono padre di due figli di cui un figlio Down.  E assolutamente non mi è mai venuto in mente di chiudere mio figlio in un istituto o di tenere nascosta la sua condizione a chi mi conosce.   

Vorrei chiarire che questi bambini con questi problemi danno una gioia infinita, hanno un cuore immenso ed hanno bisogno di altrettanto amore. Mio figlio non è stato vissuto nella mia famiglia come una sfortuna, ma ha aiutato me e mia moglie a capire le cose importanti della vita ed ad educare nostro figlio "sano" ad amare ed avere rispetto per le persone meno fortunate.

 Ha tirato fuori il meglio di noi stessi. Le difficoltà ci sono sicuramente ed è una lotta continua ma si è ripagati da questi bambini di ogni piccolo progresso che fanno.

Vincenzo

 

Caro Vincenzo, 

 

grazie per la tua testimonianza. Sicuramente Miller avrà sofferto per la condizione del figlio e noi non possiamo sapere, e per questo nemmeno giudicare, perchè abbia deciso di lasciarlo in un istituto.  Quanto a tuo figlio, ritengo che questo bambino sia davvero fortunato ad avere un genitore come  te. 

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