Economia

La Fiom boccia l'accordo

di Alessia Tagliacozzo

11-09-2007

ROMA.  I metalmeccanici della Cgil bocciano l'accordo sul welfare e fanno fronte con Rifondazione per la modifica di quell'intesa: ieri il comitato centrale della Fiom ha votato a larga maggioranza un documento presentato dal segretario generale, Gianni Rinaldini, contrario all'accordo firmato questa estate da Cgil, Cisl e Uil "strappando" quindi con la confederazione che si prepara a sostenere il protocollo tra i lavoratori. Per oggi è prevista la riunione degli esecutivi unitari di Cgil, Cisl e Uil per mettere a punto il percorso di consultazione.

La decisione della Fiom è stata criticata dal numero uno della Cgil, Guglielmo Epifani che ha parlato di scelta al di fuori da una logica di confederalità. È la prima volta in oltre sessant'anni che una federazione di categoria dice no a un accordo confederale firmato dalla Cgil e a questo punto, anche se la Fiom rispettando le regole dovesse difendere l'accordo nei luoghi di lavoro, si apre comunque un problema all'interno dell'organizzazione. Intanto sia sul fronte politico che su quello sindacale c'é una grande fiducia sul via libera dei lavoratori all'accordo.

Per il presidente del Consiglio, Romano Prodi il no della Fiom era "previsto e scontato" e comunque la posizione dei metalmeccanici della Cgil è di "minoranza" visto che l'intesa é stata firmata da tutti i sindacati. Il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, per anni dirigente della Fiom prima di passare in Cgil e poi nei Ds, ha detto che "ciò che conta è il giudizio dei lavoratori" e che di "questo pronunciamento il Governo terrà conto". Sulla stessa linea il segretario dei Ds Piero Fassino convinto che l'intesa "sarà approvata" una volta sottoposta al vaglio dei lavoratori.

La Fiom nel documento approvato con 125 voti su 159 votanti (31 voti sono andati al documento del riformista Fausto Durante mentre tre membri del comitato centrale si sono astenuti) dà un giudizio negativo sulle modalità di superamento dello scalone e sulla parte che riguarda la riforma del mercato del lavoro mentre apprezza la parte dell'intesa sull'aumento delle pensioni basse, sulla totalizzazione dei contributi e sull'aumento dell'indennità di disoccupazione. In particolare per la Fiom è "incomprensibile" il meccanismo delle quote per l'aumento dell'età di pensionamento e sbagliata la modalità di revisione dei coefficienti di trasformazione dei montante contributivo ma anche la "clausola di salvaguardia" che prevede un aumento dei contributi se non si realizzeranno i risparmi previsti sulla razionalizzazione degli enti previdenziali.

Sul mercato del lavoro la Fiom giudica negativamente la detassazione degli straordinari, le norme sui contratti a termine e quelle sullo staff leasing. E se il segretario nazionale della Fiom Giorgio Cremaschi si augura "tanti no" all'intesa da parte dei lavoratori, al referendum Rifondazione si prepara ad appoggiare la posizione della Fiom "dando battaglia in Parlamento".

"La Fiom esprime critiche fondate - dice il responsabile lavoro, Maurizio Zipponi - da parte di Prc c'é forte condivisione per queste critiche. Saranno oggetto di battaglia politica in Parlamento". Preoccupazione per il voto di ieri del Comitato centrale è stata espressa dal segretario nazionale Fiom Fausto Durante, vicino a Epifani e leader dell'area riformista nella federazione. "Qualcuno nella Fiom - ha detto - spera che la riunione di oggi si trasformi in un 11 settembre della Cgil, non vorrei che grazie a questa deriva il risultato sia un 11 settembre per la Fiom".

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