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Di Natale

Euro 2008. Un grande Di Natale e l'Italia vince

13-09-2007

KIEV. Su quella maledetta ultima spiaggia, Roberto Donadoni ha trovato "11 azzurri giganteschi" anzi, 24. Perché dopo il 2-1 in casa dell'Ucraina, il ct azzurro ringrazia tutto il gruppo, compresi i giocatori andati in tribuna, per una vittoria la cui importanza non è rovinata neanche dal contemporaneo successo della Scozia in casa della Francia.

"Non è una rivincita, perché io non ho rivincite da prendere - dice il ct - ma direte che la prossima è un'ultima spiaggia. Io dico solo che questa sera non ho visto solo un Ambrosini gigantesco, ma tutti gli azzurri. Anche Chiellini, anche Del Piero".

La soddisfazione del tecnico è per la reazione della squadra.

Che al fischio finale è andata quasi per intero ad abbracciarlo. "Ma non c'é nulla di nuovo - ribatte il tecnico azzurro - lo facciamo tutte le volte questo è un gruppo unito e coeso. Con grande carattere ha ribattuto nel primo tempo a un'Ucraina che ha messo in campo grande forza fisica. Erano delle furie. E poi, sul loro pari, è arrivata la reazione giusta. Ambrosini è stato bravo ad andare a prendersi quella palla a lanciarla a Di Natale per il gol della vittoria".

A complicare il cammino azzurro verso Euro 2008 ci si è messa però la vittoria della Scozia in Francia: classifica alla mano, ora l'Italia sarà tenuta ad andare a vincere a Glasgow a novembre, considerato che gli scozzesi primi nel girone e la Francia hanno, a parte il match diretto in Scozia, partite sulla carta più abbordabili degli azzurri. "Ma io non penso al dispetto di stasera a Parigi. La vittoria degli scozzesi dimostra solo - aggiunge Donadoni - quanto è difficile il girone. È molto equilibrato, e tutto può succedere. Cosa faccio, mi metto a pensare ora alla partita con gli scozzesi e poi magari a ottobre con la Georgia...".

Per quel giorno, l'Italia ha perso Cannavaro che sarà squalificato. Ma neanche questo preoccupa Donadoni, che cerca di fare un passo alla volta. Anche perché il ct ammette "che ogni partita è determinante: la prossima è con la Georgia a Genova, e spero che non sia da ultima spiaggia...".

Il ct fa poi l'analisi della partita, e parla di un'Italia impegnata a gestire la preminenza fisica degli avversari, fino al vantaggio azzurro, ma senza rischiare. "Dicevano che Sheva non avesse autonomia, stasera mi pare abbia dimostrato il contrario. È un grande, anche se io mi tengo stretto i miei. L'Ucraina però si è resa pericolosa solo su azioni nate da palle da fermo, anche il gol deriva da una punizione".

Quanto all'Italia "meritano tutti un applauso grande soprattutto da parte mia. Iaquinta, Camoranesi Di Natale, al di là dei gol, hanno speso tantissimo hanno dato tutto quel che avevano".

E hanno trovato anche un po' di fortuna "anche loro ne hanno avuta sul pareggio, ma fa parte del gioco: come diceva un mio predecessore, occhio, pazienza e....non ricordo più".

È il famoso ‘cul di Sacchi'.

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