Dall'Italia

Alfredo Meocci

Rai. La Corte dei Conti chiede 50 milioni di euro di risarcimento per la nomina di Meocci

13-09-2007

ROMA. Nel giorno del primo Cda a Viale Mazzini per Fabiano Fabiani la Cdl al Senato ottiene che l'aula si occupi la prossima settimana della sua nomina al posto di Angelo Maria Petroni. Mentre sull'azienda arriva l'ulteriore problema di un risarcimento di 50 milioni di euro che la Corte dei conti chiede a 16 persone, tra i cui i 5 consiglieri di area Cdl, per la vicenda della nomina di Alfredo Meocci a direttore generale della Rai.

Nomina giudicata incompatibile dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni: ora i diretti interessati, tra i quali anche l'ex Ministro del Tesoro Domenico Siniscalco, avranno 30 giorni per presentare le loro memorie difensive. Al Senato Renato Schifani, capogruppo di Forza Italia - che ha avanzato la richiesta insieme ad altri capigruppo dell'opposizione - si è augurato la presenza del Presidente del consiglio o il ministro del Tesoro. "Cercheremo - ha detto - di dare al paese un segnale con un interrogativo: le regole sulla comunicazione pubblica sono state violate o no? Secondo noi, palesemente sì ed è giusto che le forze politiche in Senato si assumano le proprie responsabilità". Su questo si è aperto subito il dibattito interno alla maggioranza con Cesare Salvi, capogruppo Sd al Senato, che si chiede: "Vedremo se ci sono le condizioni per una posizione comune della maggioranza in occasione del dibattito sulla questione della Rai perché da parte della Sinistra democratica c'é più di un rilievo critico da svolgere".

Per Willer Bordon Salvi "Ha perfettamente ragione", e l'esito del dibattito è a suo avviso tutt'altro che scontato. Non è di questa opinione la capogruppo dell' Ulivo, Angela Finocchiaro, convinta che "effetti politici sul Governo certamente non ne avrà anche nel caso in cui la risoluzione dell' opposizione venga accolta". Alla Rai le turbolenze politiche, con il presidente della Vigilanza Mario Landolfi  ricevuto ieri dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, hanno un riflesso nella sottolineatura da parte dei consiglieri di area Cdl del possibile annullamento degli atti del Cda in seguito alla decisione del Tar del Lazio sul ricorso di Petroni che arriverà l'8 novembre.

A respingere al mittente la questione dell'annullameto degli atti è lo stesso presidente Rai Claudio Petruccioli, che ha aperto  la seduta del Cda con un documento in cui esprimeva un saluto e un ringraziamento al consigliere d'amministrazione uscente, un "caloroso benvenuto" a Fabiani, convinto che da lui "verrà alla nostra attività un apporto importante".

Ma soprattutto Petruccioli sottolinea che il Cda "non è in mora e i suoi poteri non sono in alcun modo lesi", e che lui resta al suo posto "sicuro della piena legittimità di questo organismo - dice - e della efficacia certa delle sue deliberazioni". Quindi fissa gli 'obiettivi' del lavoro futuro: "una informazione onesta e non parziale".

 

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