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McLaren. La sentenza è appellabile, ma secondo alcuni non converrebbe. Ferrari, Giustizia è fatta

14-09-2007

PARIGI. Giustizia è fatta. Annuisce Max Mosley, il presidente della Fia, mentre cerca di scappare via con la macchina dalla sede di place de la Concorde della Federazione internazionale. Il torto subito dalla Ferrari lo scorso 26 luglio, quando la McLaren uscì quasi indenne dal precedente consiglio chiamato a decidere delle malefatte dell'ex ferrarista Nigel Stepney e del capo progettista della McLaren, Mike Coughaln, è stato riparato.

Cancellazione dei punti validi per la classifica costruttori del campionato 2007, 100 milioni di dollari di multa (compresi i soldi derivanti dai mancati introiti della Fom per la mancata assegnazione dei punti) e proseguimento dell'inchiesta per verificare ulteriori violazioni per la macchina del 2008 (sarà esaminata nel prossimo dicembre) è la stangata inflitta dai 26 componenti del Consiglio mondiale al team di Woking. Una batosta soprattutto monetaria se si pensa che oltre ai 100 milioni di multa la McLaren perderà ottanta milioni derivanti da una eventuale vittoria del  titolo costruttori. I piloti Fernando Alonso e Lewis Hamilton e il collaudatore Pedro De La Rosa, come promesso da Mosley nella lettera inviatagli lo scorso 31 agosto, hanno fornito prove e così sono stati graziati con l'esclusione da ogni procedimento nei loro confronti.

La sentenza è appellabile, ma secondo alcuni alla McLaren non converrebbe perché in questo modo verrebbe cancellato il condono ai piloti. "La Ferrari - ha commentato il Cavallino - è soddisfatta che sia emersa la verità su questa vicenda. La Ferrari prende atto della decisione della Fia di sanzionare la Vodafone McLaren Mercedes per la violazione dell'articolo 151c del Codice Sportivo Internazionale. Alla luce delle nuove prove esaminate - aggiunge - sono stati ulteriormente comprovati fatti e comportamenti di eccezionale gravità e seriamente pregiudizievoli dell'interesse dello sport".

La McLaren è invece furibonda e un po' spavalda. Per lei i piloti non hanno utilizzato informazioni Ferrari ma le e-mail che si sono scambiati e che sono state acquisite sono incontestabili. "Non meritiamo di essere penalizzati in questo modo" ha detto Ron Dennis. "La cosa più importante - ha precisato - è che andremo a correre questo week end, il resto della stagione e tutte le altre stagioni. Questo significa che i nostri piloti possono continuare a competere per il campionato del mondo". Il capo della scuderia di Woking ha poi ricordato che piloti, ingegneri e l'intero staff "hanno chiaramente dimostrato che la McLaren non ha usato alcuna informazione arrivata non lecitamente per avere un vantaggio competitivo". Dennis ha evidenziato che il World Motor Sport Council ha ricevuto dichiarazioni da parte di Fernando Alonso, Lewis Hamilton e Pedro De La Rosa, nelle quali i piloti affermavano categoricamente che nessuna informazione proveniente dalla Ferrari era stata utilizzata dalla McLaren e che loro non avevano trasmesso alcuna informazione confidenziale al team.

L'intero gruppo tecnico formato da più di 140 persone ha dichiarato alla Fia di "non aver mai ricevuto o utilizzato informazioni provenienti dalla Ferrari". Gino Macaluso, presidente della Csai, uno dei due italiani presenti al Consiglio mondiale, ha detto "non essere entusiasta della sentenza". "Non sono stato il solo a votare contro. La McLaren è stata riconosciuta colpevole in assoluto. Hanno riconosciuto tutto. Poi sulle sentenze ci sono mille variabili. Il supplemento di investigazione - ha aggiunto - è per verificare lo stato dell'arte dell'utilizzo dei dati Ferrari da parte della McLaren".

Secondo indiscrezioni non confermate trapelate negli ambienti Fia, l'altro componente che ha votato contro è stato il rappresentante di Monte Carlo. La lunga giornata di sofferenza parigina è iniziata alle 8.30 del mattino con l'arrivo alla Fia di Bernie Ecclestone che, secondo indiscrezioni non confermate, nel corso del consiglio ha sottolineato i pericoli che sarebbero potuti arrivare per il movimento da sanzioni troppo pesanti.

Poi via via è toccato agli altri entrare nel grande salone di place de la Concorde: Max Mosley, Norbert Haugh, Jean Todt, Gino Macaluso. Presenti anche i piloti Hamilton e De La Rosa. Il primo non è stato neanche sentito, il secondo ha parlato a lungo. Al centro della deposizione la conferma che si sapeva che le informazioni fornite da Couglan, grazie a Stepney, riguardavano i segreti della F2007.

La Ferrari, guidata dagli avvocato Henry Petter di Lugano e Nigel Tozzi di Londra, ha estratto il colpo a sorpresa con l'audizione di Ross Brawn, l'ex direttore sportivo in predicato di prendere il posto di Jean Todt. Il colloquio è durato pochi minuti, ma è bastato a confermare l'infedeltà  di Nigel Stepney.

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