La politica

Il presidente del Senato Franco Marini a Chianciano

Riforme. Appello di Marini al dialogo

15-09-2007

"Con l'occhio all'interesse del Paese su riforme istituzionali, riforma elettorale e riforma del sistema radiotelevisivo il dialogo è una necessità per l'Italia. Poi la dialettica tra i poli riprenda, a me piace il bipolarismo". È l'appello che torna a rivolgere l presidente del Senato alla festa dell'Udc in corso a Chianciano

CHIANCIANO (Pistoia). "Con l'occhio all'interesse del Paese su riforme istituzionali, riforma elettorale e riforma del sistema radiotelevisivo il dialogo è una necessità per l'Italia. Poi la dialettica tra i poli riprenda, a me piace il bipolarismo".

È l'appello che torna a rivolgere iIL  presidente del Senato Franco Marini giungendo alla festa dell'Udc in corso a Chianciano. "Speriamo - aggiunge - che le forze politiche tolgano alla bomba questa spoletta, non la facciano esplodere e su questi punti dialoghino. Poi la dialettica sulle scelte per governare il Paese è nella norma del sistema democratico".

Marini ha poi commentato il V-Day organizzato dal comico Beppe Grillo. "Quando c'è polemica e si mette la politica alle strette perché abbandoni comportamenti e si corregga va tutto bene; quando si arriva, e stiamo su quel crinale ad una critica generalizzata le istituzioni rappresentative, io non conosco democrazie che possono fare a meno dei partiti e dei Parlamenti".

Secondo il presidente del Senato, infatti, è accettabile la critica e la satira dura "però sempre con l'attenzione che viviamo in un sistema, noi e l'Europa, criticabile, ma dei sistemi che la storia politica dell'umanità ha conosciuto fino ad oggi, questo sistema articolato su forze politiche raggruppate attorno ad ideali e con i parlamenti a suffragio universale, la storia ci insegna che questo è il sistema migliore, con mille difetti, che noi abbiamo. Miglioriamolo - dice - ma stiamo attenti a non creare le condizioni che lo possono scardinare come nella storia altre volte è accaduto".

Ma il commento non si ferma solo alle parole di Grillo. "La libertà di manifestazione non è mai un delitto in una democrazia. Certo, vedere i ministri di un governo che ha firmato un'intesa marciare contro è un pochino anomalo".

Mentre è "priva di senso e di contenuto" la polemica scatenatasi per l'utilizzo dell'aereo di Stato per recarsi al Gran Premio di Monza da parte del ministro della Giustizia Clemente Mastella. "Critica, satira, ricerca di serietà e di taglio delle spese - ha proseguito il presidente del Senato - però quando oltre questo si vede un attacco indiscriminato come quello al ministro Mastella, immotivato, allora è qualunquismo e la critica alla politica non si può fare. Questo - avverte però - è il mio pensiero"

.Infine, Marini dice di essere d'accordo con Francesco Rutelli quando parla di alleanze di nuovo conio e rivendica per il Partito democratico, una forza politica nuova, la possibilitò di ridiscutere gli accordi elettorali sulla base del suo programma quando si andrà a votare.

"Fermo restando che oggi tutti, anche il mio amico Cesa che è qui vicino a me sono condizionati e vincolati ad una scelta che l'elettorato ha fatto", sottolinea Marini, nel momento in cui "nasce un nuovo partito e si presenta sullo scenario politico italiano e si ritorna a discutere di programmi in maniera stringente, e ci si presenta alle elezioni, questo partito nuovo - e anche i partiti che già ci sono - avrà il diritto di ragionare, discutere ed orientarsi anche sulle alleanze sulla base del programma che presenterà o no? Questo ha detto Rutelli e lo ha detto con chiarezza".

"Non vogliamo fare l'errore - ha detto ancora il presidente del Senato - di preparare prima l'alleanza e poi fare il programma e il Partito democratico ha il diritto di estrinsecare un suo programma e di confrontarsi con le forze politiche, perché le alleanze le farà poi sulla base della concordanza sui programmi. Questo può assicurare governabilità e rispetto della democrazia. Questo ha detto Rutelli, una cosa assolutamente giusta, e fa bene il Partito democratico a rivendicare questa sua libertà e questa sua possibilità di guardarsi attorno e scegliere nel momento in cui si tornasse a votare".

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