Economia

Tommaso Padoa Schioppa

"La crescita rallenta". All'Ecofin Padoa-Schioppa e Draghi avvertono

di Serena Bruno

16-09-2007

Parlando al vertice informale dell'Ecofin ad Oporto il ministro Tommaso Padoa-Schioppa e il governatore di Bankitalia Draghi si sono trovati d'accordo sul fatto che "le previsioni di crescita per l'economia italiana sono peggiorate dall'inizio dell'estate".

ROMA. "La crescita rallenta". Parlando al vertice informale dell'Ecofin ad Oporto il ministro Tommaso Padoa-Schioppa e il governatore di Bankitalia Draghi si sono trovati d'accordo sul fatto che "le previsioni di crescita per l'economia italiana sono peggiorate dall'inizio dell'estate". E per questo - ha aggiunto il ministro dell'Economia nella conferenza stampa finale - "andiamo verso un ribasso nelle stime del Pil nel 2008 e anche oltre".

Da luglio "si profila un quadro meno positivo per il futuro", pertanto "pur rimanendo in un contesto buono a livello mondiale, europeo e anche per l'Italia, ciò produrrà una revisione al ribasso, non immediata - ha concluso il titolare del ministero di Via XX Settembre - per l'anno prossimo e quelli a venire".

Nulla che i partner europei non sapessero già. Come del resto aveva confermato il richiamo fatto due giorni fa dalla Ue e dalla Bce all'Italia, ma anche alla Francia, perché facesse uno sforzo maggiore per raggiungere al più presto il pareggio di bilancio. Se il giudizio sul nostro Paese è sospeso in attesa che il governo metta a punto la finanziaria, il ministro dell'Economia, da sempre attento al giudizio di Bruxelles, ha parlato di un Paese fortemente indebitato che ha bisogno di riqualificare la composizione della spesa. Un messaggio diretto ai colleghi, perché taglino le spese. Qualsiasi nuovo intervento perciò deve essere a "costo zero".

Un monito di stretta attualità. Perché legato alla Finanziaria 2008, che sarà varata al consiglio dei ministri di giovedì 27 settembre. Anche questo ha annunciato Padoa-Schioppa ad Oporto, ma sulla manovra si è rifiutato di fare anticipazioni. È stato il vice ministro dello Sviluppo economico Sergio D'Antoni a confermare le ultime indiscrezioni. Si parla di una legge di bilancio "più snella" (come ha chiesto il capo dello Stato, ndr), perché - ha spiegato D'Antoni - "abbiamo la fortuna di avere alle spalle un anno duro, in cui i conti sono tornati a posto". Ora siamo in grado di "rispondere ad alcune esigenze di spesa (pensioni e ammortizzatori sociali) e di ridurre le tasse".

Nel menu ci sono misure per le imprese e per le famiglie, ma soprattutto l'operazione sull'Ici sulla prima casa. Anche se il problema "tecnico" più grave da risolvere è quello di non penalizzare i bilanci dei Comuni. Si è ipotizzato di intervenire sull'Irpef, ma in questo modo l'alleggerimento della pressione fiscale non si vedrebbe.

Nei piani di stesura della Finanziaria è tornata alla ribalta anche la vendita degli immobili dello Stato. Il governo potrebbe andare oltre i 2 miliardi di dismissioni annunciate finora. Con l'obiettivo di ridurre il deficit e soprattutto il debito. Intorno al 18 ottobre dovrebbe essere pronta la mappatura aggiornata dei beni dello Stato. Intanto per mercoledì prossimo è in programma un nuovo vertice di Padoa-Schioppa con vice ministri e sottosegretari.

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