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La Roma fa sul serio. Prima in classifica

17-09-2007

REGGIO CALABRIA. Fughina a passo di samba. Dopo Palermo e Siena, la Roma batte anche la Reggina e resta in testa alla classifica da sola, a punteggio pieno, con tanti ringraziamenti a Di Natale per il gol che ha piegato la Juve a Torino ma soprattutto a Juan Silveira Dos Santos.Juan per tutti, l'uomo ‘della svolta' per il tabellino. Suo in apertura di ripresa il gol che ha messo in discesa la partita per la squadra di Spalletti, che tanto aveva penato nel primo tempo, prima che Totti, su assist di Cicinho e successivo velo di Aquilani, chiudesse i conti (153esimo gol in serie A) a 6' dalla fine. Scatenando l'ira del pubblico del Granillo contro l'arbitro Rocchi, reo di non avere concesso poco prima un rigore a Ceravolo (ammonito per simulazione) per presunto fallo di Mexes.

Le immagini televisive scagionano Rocchi, mentre nulla può giustificare il fitto lancio di bottigliette successivo al gol di Totti che ha impedito all'arbitro di fare riprendere il gioco per qualche minuto. La Reggina, piuttosto, dovrebbe rimproverare a se stessa il mancato sfruttamento della sua supremazia nel primo tempo, quando la Roma non è mai entrata in partita. Il gol di Juan e l'espulsione, arrivata 2' dopo, di Valdez ha dato vita ad un'altra partita, che la Roma ha vinto mantenendo blindata la porta di Doni, che l'ha potuta difendere solo per i primi 45' (causa una brutta entrata di Tullberg).

Al via la Reggina comincia con la stessa squadra delle prime due gare di campionato, mentre Spalletti fa esordire dal 1' il brasiliano che non t'aspetti, Juan e non Cicinho, oltre a Perrotta che si riappropria del suo ruolo alle spalle di Totti. Proprio la Scarpa d'oro in carica potrebbe mettere la partita in discesa per i giallorossi se, approfittando di un buco di Valdez e con davanti a sè solo Campagnolo, non scivolasse al momento di calciare.

Sono passati 38 secondi, sembra che la Roma sia destinata a passeggiare al Granillo e invece quello appena descritto sarà l'unico vero pericolo che la Reggina correrà nel primo tempo. Va annoverato, infatti, nella categoria ‘ordinaria amministrazione' un destro di Taddei (12') bloccato da Campagnolo e in quella ‘occasioni sprecate' un brutto sinistro di Aquilani (15') dopo un bel duetto Taddei-Totti. Se la passa peggio Doni che al 17' compie la prima e unica vera parata del primo tempo respingendo una conclusione di Amoruso sulla quale, per un soffio, non si avventa Tullberg. Lenta, imprecisa e poco attenta a dare profondità al suo gioco, soprattutto perchè Aquilani tende a schiacciarsi troppo su De Rossi, la Roma finisce nella rete di una Reggina che non ha difficoltà a coprire gli spazi e, a differenza degli avversari, spinge sulle fasce. Spalletti è fortunato perchè Juan non conosce la parola esordio e toglie tutti i palloni possibili dalla testa di Amoruso e Tullberg. Quello che il brasiliano non può evitare, sul finire del primo tempo, è il brutto intervento di Tullberg su Doni, che ricade male sull'anca destra ed è costretto così ad alzare bandiera bianca negli spogliatoi. Spalletti mette dentro Curci e il giovane portiere non fa in tempo a scaldarsi che Barreto sfiora il palo.

Stessa musica del primo tempo? Macchè, stavolta si passa al samba. A suonarla è la Roma col suo migliore interprete in campo: Juan. Che al 5' impreziosisce la prima da titolare col suo primo gol in campionato: punizione di Totti, il difensore sbuca da dietro la mischia e col tacco infila Campagnolo. La Reggina crolla, anche perchè al 7' resta in dieci per l'espulsione di Valdez (brutta entrata su Perrotta) e la Roma spadroneggia.

Totti e Giuly (sul quale Lanzaro commette fallo da rigore all'11') sbagliano quattro palle del 2-0 (due a testa) ma la più grande se la divora Perrotta a porta vuota al 25'. Un minuto dopo Juan chiede prudenzialmente il cambio per un risentimento muscolare. Dentro Cicinho che 14' dopo propizia il gol di Totti. Quello che chiude i giochi e fa preparare al meglio il big match con la Juve di domenica prossima.

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