La comunità

Bruno Orru

"Tanta voglia di Sardegna". In 160 alla serata sarda del Circolo Shardana-Usa

di Riccardo Chioni

18-09-2007

Al confronto di altre organizzazioni regionali presenti nell'area metropolitana forti di nutrite comunità, il Circolo Shardana-Usa conta una modesta presenza di sardi, disseminati a macchia di leopardo su tutto il territorio statunitense.

Quando però il presidente del Circolo Bruno Orrù suona l'adunata, alla tradizionale Serata Sarda annuale nella East Coast arrivano da ogni dove e per l'edizione 2007 sono giunti a East Hanover da dieci stati per conoscersi e ritrovarsi.

Così, domenica scorsa 160 sardi si sono dato appuntamento alla sala ricevimenti Hanover Manor nel New Jersey dove a porgere il saluto di benvenuto c'era il vice console di Newark, Paolo Toschi. Per il brindisi augurale, ha fatto gli onori di casa il vice presidente Giovanni Ciuffo, il cardiochirurgo che scrive di Medicina su America Oggi.

Il Circolo Shardana-Usa associa sardi residenti negli Stati Uniti, fondato sette anni fa con l'intento di rinsaldare i vincoli di solidarietà tra corregionali, per organizzare manifestazioni atte a promuovere l'immagine della Sardegna e intensificare i rapporti con la Regione.

Il Vice Console nel suo intervento ha detto che ha visto crescere questo Circolo e il presidente Orrù spiega ad America Oggi lo sviluppo vissuto in sette anni.

"Siamo cresciuti a vista d'occhio. Ci siamo ricamati un bello spazio nel quadro delle associazioni regionali. Siamo molto attivi, compatibilmente con i finanziamenti che di tanto in tanto ci arrivano dalla Regione" sostiene Orrù.

Il presidente in merito ai rapporti con l'amministrazione regionale sarda dice che esiste la figura del consultore presso l'organismo regionale che "però a mio avviso potrebbe essere migliorato per stabilire migliori rapporti tra le associazioni di sardi e l'amministrazione centrale".

Il tam-tam della Serata Sarda ha richiamato nel New Jersey ospiti provenienti da molte località.

"Qui in gran parte sono venuti residenti dell'area metropolitana, ma abbiamo sardi arrivati per l'occasione  dalla Florida, Washington, Ohio, Maryland, Pennsylvania".

La Regione Sardegna ha deciso di investire per la promozione della propria immagine saltando sul trampolino del prossimo Film Festival di New York.

"Finalmente la Regione Sardegna questo mese ha deciso di investire alla grande sponsorizzando assieme al New York Times il Film Festival che durerà 15 giorni a cui collabora anche il nostro Circolo. Ci saranno stand con assaggi di prodotti enogastronomici, proiezioni di filmati sull'isola e un workshop dedicato alle agenzie di viaggio e tour operator. Sarà - spiega Orrù - un'occasione d'oro per fare promozione".

Ma la notizia più attraente che dovrebbe scaturire dall'arrivo prossimamente della delegazione sarda a New York dovrebbe essere quella riguardante il volo diretto Cagliari-New York. Insomma, secondo il presidente del Circolo l'iniziativa della Regione Sardegna per rilanciare l'invito agli americani a visitarla non poteva essere più azzeccata.

"Stando ad un sondaggio si è potuto constatare che i turisti americani tendono a recarsi nel sud dell'isola, tralasciando la superaffollata Costa Smeralda. Ora il ministero dei Trasporti sta studiando la possibilità di istituire un volo diretto Cagliari-New York con partenza settimanale, poi a seconda dei risultati il traffico potrebbe intensificarsi".

Il presidente traccia un quadro delle attività del prossimo futuro che prevede due conferenze chiamate "Piccole serate sarde": una nel Connecticut e l'altra nello stato dello Utha.

"Dove abbiamo scoperto - dice Orrù, riferendosi allo Utha - che vi risiede una cinquantina di sardi e dove c'è una grande domanda di Sardegna".

Ma il progetto più ambizioso a carattere culturale proposto dai sardi metropolitani è ancora parcheggiato in Regione, mentre qua scalpitano,  in attesa che si possa materializzare.

"Stiamo aspettando il finanziamento per allestire un musical a Broadway sulla vita e la musica di Maria Carta che resta l'artista migliore che la Sardegna abbia mai avuto".

Fra tutti i progetti che hanno presentato in regione i circoli sardi nel mondo quello su Maria Carta è risultato il più interessante perché è quello che dà più visibilità, spiega il presidente.

"C'è domanda di Sardegna e del Circolo Shardana da costa a costa,  perché possiamo dire di essere diventati in sette anni il ponte virtuale tra i sardi residenti sul territorio statunitense e quelli residenti in Sardegna. Promettevamo all'inizio di scoprirci e ci stiamo riuscendo" aggiunge Orrù.

Il vice console Taolo Toschi si compiace per gli sviluppi del Circolo Shardana e dice: "Sono sempre riusciti a mescolare diverse componenti della loro esperienza come turismo e industria agroalimentare. La componente puramente culturale con la loro lingua, la loro  tradizione poetica, musicale e a mettere tutti questi ingredienti in rete con i sardi che vivono qui, molto spesso di grande successo e distinzione. Li ho visti capaci di coinvolgere sempre più persone con energie sempre migliori".

La comunità sarda ha un tono in più, la capacità di avere la fierezza locale e l'amore per la nazione secondo Toschi.

"La mia esperienza mi dice che la comunità sarda ha la grande capacità di avere allo stesso tempo una fierezza dell'esperienza locale, ma anche di quella nazionale. Non sono insulari, nel senso di dimenticare la loro appartenenza ad entrambi i mondi. Coniugano le due esperienze e lo fanno in modo molto bello che fa onore a loro e a tutto il Paese".