La politica

Beppe Grillo

Prodi malato di Alzheimer. L'ultima provocazione di grillo

19-09-2007

ROMA. Beppe Grillo dà del malato di Alzheimer al presidente del Consiglio Romano Prodi. Il ministro della Giustizia Clemente Mastella accusa Grillo di essere un delinquente. E mentre il collega delle Infrastrutture Antonio Di Pietro sogna un nuovo ‘Vaffa-Day', il fenomeno di fine estate spinge i personaggi più diversi a dire la loro.

Se Grillo voleva pubblicità, l'obiettivo è stato centrato. Il problema è che tra il furore sacro dei navigatori del suo blog e l'ansia da dichiarazione che contagia politici, scrittori e quant'altro, sembra di assistere a un film del 1977, girato a Ostia da uno degli allievi di Pier Paolo Pasolini, e cioè Sergio Citti. Il titolo parla da solo: ‘Casotto'.

Il confronto tra Grillo e il ‘Palazzo' è diventato una rissa verbale, e l'occupazione principale di chi partecipa al girotondo (con il sistema dei media che illumina il palcoscenico e racconta la storia ad altissimo volume) sembra quella di fornire ricette infallibili per riempire il famoso ‘vuoto' lasciato dalla politica.

Il comico genovese non apprezza l'apparizione di Prodi (lo definisce "qualunquista") a ‘Porta a porta' e lo fa sapere puntuale sul suo blog: Grillo ricorda la sua visita a Palazzo Chigi nell'estate 2006. In quell'occasione consegnò al Professore una serie di proposte: "Quelle dei cittadini che per mesi hanno scritto commenti e mail al blog. Non sono mie, sono dei datori di lavoro di Prodi. Le ho consegnate personalmente ad Alzheimer-Prodi".

E conclude profetico, solleticando l'ego dei suoi fan: "Il programma lo hanno scritto i cittadini, non Grillo. L'Italia cambierà grazie ai suoi cittadini, non grazie a Grillo". Il ‘Palazzo' non apprezza. Mastella, anche lui via internet, definisce Grillo "un delinquente senza cuore" e un "ignorante costituzionale", accusandolo di strumentalizzare il dolore per scatenare una campagna populista contro la legge sull'indulto.

E il bollino per le liste civiche legate al comico? Il Guardasigilli è sprezzante: "Vuole fare partiti-chiquita, come le banane". Se Mastella sceglie un fronte, Di Pietro si ritrova su quello opposto, come da tradizione. Il ministro delle Infrastrutture sponsorizza la raccolta di firme per la proposta di legge di iniziativa popolare lanciata da Grillo contro la presenza dei politici condannati in Parlamento e chiama alla mobilitazione "tutto il Paese, tutta l'opinione pubblica".

Quando le firme saranno consegnate, sostiene il leader dell'Idv, allora è il momento di una nuova "grande manifestazione di piazza". Proprio ciò che fa storcere il naso a Walter Veltroni, il favorito nella corsa alla segreteria del Partito democratico. Con le adunate "per mandare a quel paese tutti - avverte il sindaco di Roma - si finisce per andare in televisione e sui giornali, però non si fa un paese, non lo si cambia e non lo si trasforma". Pro o contro il ‘Vaffa-Day'.

Dopo il Sudoku, ma era il 2006, sembra questo il grande gioco dell'estate 2007. E partecipano tutti. Gad Lerner interviene per dire che non vede grande differenza tra Grillo e la ‘figlioccia' di Silvio Berlusconi, Michela Vittoria Brambilla. Il campione olimpico dei 200 metri Pietro Mennea, che i partiti li ha molto frequentati, è pronto a schierarsi con le liste del bollino: "Eccomi".

E se per ‘rombo di tuono' Gigi Riva, (Grillo dice delle grandi verità), il Ct dell'Italia campione del mondo Marcello Lippi assicura: ha tanto seguito perché la gente chiede risposte. Lo scrittore idolo dei quindicenni Federico Moccia punta in alto, ‘Tre metri sopra il cielo', e fa sapere al Paese (quindicenni e non): "Se ci fosse un programma prenderei sul serio l'idea di aderire alle sue liste".. Chi non ha apprezzato le parole di Grillo sone state le associazioni dei malati di Alzheimer che non hanno apprezzato l'offesa riservata al premier efinito stavolta, dopo "Valium", "Prodi-Alzheimer". 

Sono state numerose le telefonate di malati di Alzheimer giunte ieri all'associazione nazionale che li rappresenta. A riferirlo è Patrizia Spadin, presidente dell'Associazione: "Grillo - ha detto Spadin - è fortunato perché non conosce la malattia e la sua gravità, visto che si permette di usare questa parola come un insulto. La sua è stata una vera caduta di stile". Oggi si continua.

 

 

 

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