Dall'Italia

San Gennaro. Il sangue si è liquefatto

20-09-2007

NAPOLI. Alle ore 9.30, il duca Riccardo Carafa della deputazione di San Gennaro, ha sventolato il fazzoletto bianco, annunciando ai fedeli l'avvenuto miracolo della liquefazione del sangue del santo patrono di Napoli. Nel Duomo partenopeo, dove si svolge la cerimonia, si erano riuniti in preghiera migliaia di credenti.

Visibilmente emozionato per l'evento l'arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe, il quale si è rivolto ai fedeli annunciando il miracolo e fuochi di artificio sono stati fatti esplodere all'esterno del duomo cittadino. "Un segno prodigioso", lo ha definito l'arcivescovo di Napoli, "che manifesta la vicinanza e la predilezione del Signore per questa nostra amata e sofferente terra che, benedetta da Dio, tenta con ogni sforzo, in mezzo a mille difficoltà di rendere pura, visibile e trasparente la sua fede in Gesù Cristo".

Sepe ha poi ricordato che "la fede e la pietà del nostro popolo sono riconosciuti dalla Chiesa, che legge in questo sensum fidei, la volontà dei semplici e di tutti coloro che cercano Dio con cuore sincero e fedele. Tramite la liquefazione del sangue, il martire Gennaro rinnova la sua benedizione sulla nostra diocesi, sulle attese e le speranze di ciascuno di noi".

Rivolgendosi alle autorità civili e militari presenti, ai fedeli e, prima di tutti, ai vescovi della Cambogia e del Laos presenti alle celebrazioni, il cardinale ha detto: "Anche le più terribili e drammatiche parole sembrano aver perso forza espressiva. Sono diventate anch'esse come occhi appannati che non riescono a mettere a fuoco la realtà".

"Nessuna città è al centro di così tanti discorsi come lo é Napoli - ha sottolineato Sepe -, ma senza lo spessore giusto e la visione chiara e oggettiva, essa rischia di mandare in scena la vuota rappresentazione di una fiera delle parole fine a se stessa". Secondo l'arcivescovo di Napoli "c'é crisi di valori e di certezze. Davanti a noi ci sono sfide non impossibili, ma sappiamo che questa città ha bisogno di impegni concreti che sappiano rispondere alle esigenze e alle urgenze soprattutto dei più poveri, dei più deboli e dei più giovani".

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