I consigli di Laura

Il testamento del grande Pavarotti

20-09-2007

Cara Laura, 

lo scorso sei settembre l'Italia ha perso un uomo che ci ha fatto onore in tutto il mondo.

Il maestro Pavarotti se ne è andato lasciandoci più soli e come disse qualche anno fa il critico del New York Times "Quando Pavarotti è nato, Dio gli baciò le corde vocali".  

Sono d'accordo, lui è stata una stella che passa una volta ogni cento anni.  Si fa un gran parlare in questi giorni del suo testamento. C'era da aspettarselo, vista la  cospicua fortuna che ha accumulato. Ma sinceramente pensavo che un uomo intelligente come lui si comportasse un po' diversamente. 

Non mi aspettavo che il suo tesoro qui in America venisse attribuito tutto alla seconda moglie Nicoletta Mantovani. Con questo non metto in dubbio il loro amore. E  come si fa a non avere stima di un uomo così "grande"?  Ma Pavarotti secondo me non avrebbe dovuto  dimenticare il suo passato. È stata la prima moglie a stargli vicino quando lui non era ancora una stella, è stata Adua ad incoraggiarlo e a sostenerlo, e a renderlo padre di tre figlie. 

E quindi mi chiedo, come abbia  fatto Pavarotti a dimenticarsi delle figlie? Non avrebbe dovuto dividere tutto in parti uguali?

Francesco

 

Caro Francesco,

 

quello che sia successo veramente noi non possiamo saperlo e di conseguenza non fare nessuna illazione. Ma sono assolutamente d'accordo con te quando sostieni che avrebbe dovuto non dimenticarsi delle figlie avute dalla prima moglie Adua.  I figli sono figli e sono pezzi di cuore. Ma per rispetto di Pavarotti sarebbe meglio non fare  polemica alcuna. Chi ama davvero l'uomo e l'artista Pavarotti faccia silenzio!

 

Scrivete a: Laura, c/o America Oggi,

55 Bergenline Ave., Westwood, N.J., 07675

Il palinsesto di oggi