La politica

L'aula del Senato

RAI. Sfiorata la crisi al Senato

21-09-2007

Romano Prodi è soddisfatto perché la spallata della Cdl è stata respinta. Ma palazzo Madama la maggioranza vive una giornata di caos totale: l'Unione perde i pezzi, il mosaico si sta sfaldando

ROMA. Romano Prodi è soddisfatto perché la spallata della Cdl è stata respinta. Ma al Senato la maggioranza vive una giornata di caos totale: l'Unione perde i pezzi, il mosaico si sta sfaldando. Insomma, la barca fa così tanta acqua che il presidente del Consiglio prosegue con i suoi colloqui continui con ministri e leader della maggioranza, e si comincia a ipotizzare una verifica, già la settimana prossima, per fare il punto su manovra e programma.

Verifica: termine odiatissimo dal Professore, ma che oggi conviene riesumare dall'antico vocabolario della Prima Repubblica. Altrimenti, in queste condizioni, la Finanziaria potrebbe essere un ostacolo insormontabile. Per rendersi conto della situazione basta ripercorrere le ore che hanno preceduto il ritiro da parte dell'Unione della propria risoluzione nel dibattito al Senato sulla vicenda della Rai.

I senatori Willer Bordon e Roberto Manzione, ulivisti ma mai entrati nel Partito democratico, presentano un loro documento che sembra offrire una sponda al centrodestra per ‘mandare sotto' il governo. I diniani Natale D'Amico e Giuseppe Scalera fanno sapere che voteranno contro il documento della maggioranza. Il dissidente Ferdinando Rossi (ex Pdci) annuncia che farà il dissidente. Il gruppo di Antonio Di Pietro si distingue.

Clemente Mastella ed i suoi escono dall'Aula a passo di carica: "La maggioranza non c'é più. Serve un chiarimento politico - minaccia il ministro della Giustizia - o si vota". A quel punto, senza numeri per battere la Cdl (visto che anche Marco Follini e l'ex Ds Roberto Barbieri sono pronti ad astenersi), l'Unione è costretta a ritirare il suo documento e a convergere su una parte del testo Bordon per evitare il naufragio. Un'astuzia parlamentare, che mostra tuttavia la debolezza del centrosinistra a Palazzo Madama.

Alla fine governo e maggioranza tirano un sospiro di sollievo, anche grazie all'assenza della pattuglia di Francesco Storace.

Se la presidente dei senatori dell'Ulivo Anna Finocchiaro può dire che la Cdl è stata sconfitta perché tutte le sue mozioni sono state bocciate, nell'Unione in mattinata un pò tutti erano coscienti della situazione, tant'é che molti mettevano le mani avanti: se si va sotto, nessuna conseguenza per il governo.

In ogni caso, sono tutti scontenti. A cominciare da Mastella, passando per la Finocchiaro che sostiene come un chiarimento sia inevitabile dopo il comportamento dell'Udeur. I diniani assicurano che non hanno nessuna intenzione di ammorbidire il loro atteggiamento, mentre i dipietristi si difendono dalle accuse degli alleati. Rifondazione comunista e Pdci puntano il dito contro i centristi della coalizione e contro i settori liberal del Pd. Enrico Boselli (Sdi) attacca anche lui l'Ulivo.

Un quadro troppo agitato, serve del Valium. E allora Francesco Rutelli ne distribuisce un pò: "Non sono preoccupato, si tratta soltanto di normale dialettica parlamentare". Sembra che Prodi non la veda allo stesso modo. L'esigenza di una verifica politica si fa sempre più pressante in diversi settori della maggioranza e, a quanto si apprende, anche il presidente del Consiglio si sarebbe convinto della necessità di un pit stop per mettere a punto la macchina.

Il Professore ha visto in mattinata i quattro leader della sinistra radicale, ha sentito poi al telefono Mastella, che ribadisce totale lealtà al governo. Palazzo Chigi conferma l'impegno per un dialogo a tutto campo con la maggioranza, assicura che la verifica nella coalizione è di fatto continua. In questo quadro, aggiunge dunque, non sono da escludere vertici per fare il punto sulla Finanziaria e il programma. Insomma, è probabile un incontro di Prodi con i leader del centrosinistra già la prossima settimana.

Nell'Unione sono ormai tutti consapevoli che il passaggio sulla Finanziaria, già difficile di per sé, diventa impossibile in queste condizioni. E quindi bisogna correre ai ripari per evitare una crisi irreversibile.

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