Dall'Italia

Un italiano arcivescovo di Mosca

21-09-2007

CITTA' DEL VATICANO. Un italiano diventa arcivescovo di Mosca. Il 47enne Paolo Pezzi, - che proviene dalle file di Comunione e liberazione, è un profondo conoscitore della Russia e ha lavorato soprattutto in Siberia - é stato nominato dal Papa al posto del polacco nato in Bielorussia Tadeusz Kondrusiewicz, trasferito probabilmente non senza suo rammarico alla sede di Minsk.

La nomina viene accolta con speranza dai cattolici russi che la considerano un gesto di distensione nei confronti del Patriarcato di Mosca, che non ha mai visto con simpatia Kondrusiewicz a causa dell'astio storico tra russi e polacchi.

La scelta di inviare ecclesiastici polacchi in Russia dopo la fine del regime sovietico, pur essendo giustificata dal fatto che i cattolici in Russia sono in maggioranza originari dei territori polacchi, era sempre stata criticata dal Patriarcato ortodosso di Mosca. Kondrusiewicz, per anni amministratore apostolico a Mosca, ha concentrato su di sé molta dell'antipatia degli ortodossi, accresciuta quando nel 2002 Giovanni Paolo II istituì quattro diocesi in Russia, e a capo di quella di Mosca, come arcivescovo metropolita, mise proprio lui.

Dall'elezione di Benedetto XVI i rapporti tra Santa Sede e Patriarcato di Mosca sono andati gradualmente migliorando, sia per la nazionalità del nuovo Papa, che per la stima che l'ortodossia mondiale ha per il teologo Ratzinger.

Le due Chiese hanno trovato un fertile terreno di dialogo e impegno comune su temi quali la scristianizzazione d'Europa, la tutela dei diritti umani nel mondo la difesa della famiglia e la bioetica. Ma le relazioni a livello locale tra le due comunità sono rimaste tese, con il Patriarcato di Mosca che in più occasioni non ha mancato di ribadire la sua condanna al presunto "proselitismo" cattolico in terra ortodossa.

La distensione a livello di vertici ecclesiastici, pazientemente favorita dal nunzio a Mosca Antonio Mennini, può trarre giovamento dalla nomina di don Pezzi. Kondrusiewicz ha già dichiarato di accettare con "obbedienza" il volere del Papa, (tra l'altro sarà lui a celebrare la cerimonia dell'ordinazione episcopale di Pezzi), e la sua designazione a Minsk è stata accompagnata dalla pubblicazione in Vaticano di una nota con cui il nunzio in Russia ringrazia l'ex metropolita per il servizio svolto, e ne riepiloga l'importanza per la Chiesa cattolica in Russia. Al nome di Kondrusiewicz, afferma ancora la nota, "resteranno legate importanti fasi di rinascita della presenza, tradizionale seppure minoritaria, dei cattolici in Russia".

Viene anche sottolineata la rilevanza del nuovo incarico a lui conferito: a Minsk Kondrusiewicz succede a un "autentico confessore della fede, il cardinale Kazimierz Swiatek" e che "questa successione attesa la stima di cui il Santo Padre onora il nuovo arcivescovo di Minsk".

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