L'Articolo

Ancelotti tira le orecchie al tifo

21-09-2007

MILANO. "Domani vorrei vedere il solito stadio di San Siro, il solito tifo...". Carlo Ancelotti come Paolo Maldini. I fischi di San Siro non piacciono e soprattutto non aiutano il Milan. "La situazione in questo momento non è piacevole", prosegue Ancelotti che si augura sia tutto risolvibile in tempi rapidi.

La sua squadra vive la paradossale situazione di una contestazione casalinga nonostante le ultime vittorie europee, ma è chiaro che il malumore dei tifosi poco ha a che fare con i risultati sportivi. Lotte interne tra le varie fazioni della curva e il distacco della società nei confronti dei capi ultras storici hanno portato a un livello tale di scontro che, da oltre quattro mesi, costringe Adriano Galliani a girare con la scorta.

"Non credo ci sia bisogno di appelli, spero solo che le cose si risolvano in fretta e che si possa tornare uno stadio in grado di sostenere la squadra", ripete Ancelotti. Al Milan manca l'entusiasmo dei propri tifosi e la differenza tra campionato e Champions, forse, è anche questa. "La fase finale della Coppa dei Campioni con il Manchester è venuta così bene anche perché attorno alla squadra c'era tanto entusiasmo e un ambiente passionale", ricorda il tecnico rossonero.

Nessun appello quindi ma una speranza che San Siro possa tornare già da oggi con il Parma "lo stadio che ha trascinato il Milan a tante vittorie". Se la mancanza di tifo ha colpito l'intera squadra, i fischi hanno raggiunto principalmente Alberto Gilardino. "Mi aspetto che tutta la squadra venga sempre incitata, nessuno escluso. Per Gilardino è solo una questione di tempo lui ha sempre avuto qualche problema all'inizio della stagione, basta avere un po' di pazienza e poi tornerà il solito Gilardino, con i suoi gol di sempre".

Meglio tornare a parlare di calcio giocato, con il Parma avversario di oggi nell'anticipo serale: "Sarà una gara diversa rispetto a martedì - prevede Ancelotti - ma vorrei lo stesso tipo di approccio alla partita contro il Benfica. Stiamo lavorando perché chi giocherà viva lo stesso ambiente e la stessa motivazione delle gare di Champions".

Secondo Ancelotti, "il Milan ha più difficoltà in campionato perché sappiamo che giocheremo partite meno aperte, però dobbiamo riuscire a risolvere il problema con la velocità e i movimenti". Con Parma e Palermo "vogliamo rimediare ai due passi falsi fatti in campionato". Poi tranquillizza tutti sulle condizioni di Kakà visitato a Milano dal professor Martens. "Non ha problemi, sta bene.. Ma non so ancora se giocare o meno con due punte, di sicuro sarà la formazione migliore".

Più complicato il caso Ronaldo. Nessuna reazione particolare sul filmato che mostra l'infortunio del brasiliano, nessuna previsione (tra le polemiche dei presenti per il silenzio imposto dal Milan) sul suo rientro. E così l'ultimo pensiero di Carlo Ancelotti, oltre ad un pallone d'oro "da assegnare ad un mio giocatore, uno tra Kakà, Pirlo, Maldini o Inzaghi...", è rivolto a José Mourinho. "Mi preoccupo perché viene già accostato al Milan, è una mina vagante...". sorride Ancelotti. "Il Chelsea - conclude - è comunque molto appetibile per gli allenatori che sono fermi, è un'ottima squadra". Tornando alla gara di oggi, per quanto riguarda le statistiche, i precedenti ufficiali tra le due squadre a Milano sono 25 con l'ultima vittoria emiliana che risale al lontano 1999 quando i biancocrociati s'imposero per 2-1 nella supercoppa di Lega 1999.

A complicare le possibilità del Parma di fare bottino pieno a Milano ci pensa anche il ruolino di marcia in trasferta sicuramente poco invidiabile: il Parma ha vinto solamente una delle ultime 22 gare esterne disputate in serie A. È accaduto lo scorso 22 aprile quando gli emiliani hanno espugnato Palermo per 4-3. Nelle altre 21 gare disputate fuori casa  i gialloblù hanno ottenuto un bilancio di 8 pari e 13 sconfitte. 

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