La politica

Piero Fassino

Fassino: "Un altro governo non c'é. Se cade Prodi elezioni anticipate".

di Cristina Ferulli

23-09-2007

L'altolà del leader della Quercia viene condiviso dalla sinistra radicale, da sempre contraria a ipotesi di governi istituzionali, ma non dal presidente della Camera Fausto Bertinotti: "E' come mettere il carro davanti ai buoi"

 Il premier Romano Prodi minimizza sul vertice di maggioranza di mercoledì. Ad avvisare chi nell'Unione accarezza nuovi scenari, ci pensa, però, il leader della Quercia Piero Fassino: "Un altro governo non c'é. Se cade Prodi si va ad elezioni anticipate". Altolà che viene condiviso dalla sinistra radicale, da sempre contraria a ipotesi di governi istituzionali, ma non dal presidente della Camera Fausto Bertinotti: "E' come mettere il carro davanti ai buoi".

E anche il leader azzurro Silvio Berlusconi si compiace per la prospettiva e, a differenza del segretario Ds, si augura che il voto arrivi il prima possibile. Il clima nella maggioranza e nel paese, con Beppe Grillo che non dà tregua negli attacchi, è quello che è. E il primo ad esserne cosciente è il presidente del Consiglio, determinato però a marciare sulla sua strada. "Si può perdere popolarità ma non si perde né il riferimento morale né il riferimento politico purché i risultati arrivino", è la convinzione di Prodi, impegnato nella stesura di una finanziaria considerata da tutti come la prova di vita del governo. E dopo lo spettacolo offerto dall'Unione giovedì al Senato tra distinguo e minacce di crisi, Fassino si incarica di richiamare tutti "ad un senso di responsabilità che non sempre c'é" e di ricordare a tutti che dopo Prodi ci sono solo le elezioni: "Tutti devono essere consapevoli che un altro governo non c'é e se cade questo, si va ad elezioni anticipate. Non si può esporre il paese a questo rischio". Un avvertimento che fa chiarezza mentre già da più parti si sospettavano inciuci e complotti. Il capogruppo Pdci al Senato Emanuela Palermi, ad esempio, è preoccupata che si cerchi un incidente per far cadere Prodi per fare "un governo di salute pubblica che unisca Pd e Forza Italia".

E anche il leader Prc Franco Giordano auspica, in caso di caduta, il voto "perché così si evitano intrighi e manovre di palazzo".Ma con la condivisione delle parole del leader della Quercia arriva anche l'indice puntato contro altri. "Le minacce al governo - assicura Oliviero Diliberto - arrivano dalla parte conservatrice della maggioranza: Dini, Mastella, Di Pietro". E, sospettata di altri progetti, l'Udeur invita Prodi a stanare Dini e Bordon. "Mercoledì prossimo - sostiene il capogruppo del Campanile Mauro Fabris - Dini e Bordon dicano con chiarezza che intenzioni hanno, lo dicano prima della finanziaria e Prodi tragga le conseguenze". Dal canto suo il presidente del consiglio non si mostra preoccupato per il vertice-verità. "Il vertice - minimizza il premier - era dovuto, scontato. Non c'é nulla di speciale ma c'é la necessità di confrontarci prima della finanziaria". Manovra per la quale Bertinotti non teme "uno scontro politico impegnato però trasparente" mentre allontana come "risposta fuorviante" parlare di elezioni anticipate "invece che dei problemi del paese". "E' come mettere il carro davanti ai buoi, laddové i buoi sono i problemi del paese", è la metafora con cui il presidente della Camera sposta il problema.

Gongola, invece, per l'ipotesi di voto subito il Cavaliere: "Mi fa piacere che condividano quella che io considero una necessità per il paese". Interpretazione che, a scanso di equivoci, Fassino stoppa: "Berlusconi non imbrogli come al solito le carte. Il mio è stato un richiamo alla responsabilità della maggioranza".

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