La politica

Clemente Mastella

Mastella si difende. "Se mi sfiduciano cadrà il governo"

di Elvio Sarrocco

24-09-2007

ROMA. "Vogliono sfiduciarmi? Facciano, così cadrà anche il governo". Il ministro della Giustizia Clemente Mastella difende la decisione di chiedere il trasferimento dei magistrati di Catanzaro che, tra l'altro, hanno indagato su Romano Prodi. "Ho agito in base ai fatti", sostiene il Guardasigilli che fa sapere anche di non essere affatto preoccupato per un suo eventuale coinvolgimento nell'inchiesta, come si era vociferato. "Mica ho rubato", afferma il ministro ricordando che a giugno "dissero che ero indagato ma dalla Calabria negarono ogni mio coinvolgi-mento".

Se fosse poi vera, ha aggiunto, la notizia di una autorizzazione a procedere nei miei confronti che il Pm De Franciscis starebbe per chiedere al Parlamento, si tratterebbe di "una ennesima e palese violazione della segretezza delle indagini". A suo parere le accuse che gli vengono rivolte hanno un forte "odore di antipolitica". Contro l'iniziativa del ministro oggi a Catanzaro si svolgerà un sit-in di protesta davanti al palazzo di Giustizia.

Il Guardasigilli sostiene quindi di aver agito con la massima correttezza e nessuna eventuale intercettazione o indagine "potrà provare il contrario". Mastella, precisa la sua portavoce, "mai ha fatto affari in vita sua e mai è appartenuto a comitati o logge di nessun tipo". Il ministro della Giustizia sostiene di aver agito sulla base di quanto emerso dai rapporti degli ispettori del ministero che "sono carichi di fatti" di fronte ai quali, dice Mastella, "non avrei potuto non rivolgermi al Csm".

Il ministero della Giustizia ha intanto precisato che l'azione disciplinare e il trasferimento del procuratore di Catanzaro Mariano Lombardi e del suo sostituto Luigi De Magistris sono stati "concordemente proposti" dagli ispettori. Mastella ha ricevuto la solidarietà anche di alcuni esponenti delle opposizioni. Per il vice segretario dell'Udc Michele Vietti non vi è nulla di scandaloso nell'operato del ministro".

Anche per l'ex ministro della Giustizia, Roberto Castelli, della Lega Nord, l'azione di Mastella è stata corretta perchè rientra nelle sue prerogative istituzionali. Castelli ha precisato di aver rettificato il suo giudizio dopo che da Catanzaro è stato chiarito che Mastella non è indagato. Il ministro ha senz'altro agito "in buona fede", è il parere della senatrice Maria Burani Procaccino di Forza Italia, ma sarebbe opportuno che ritirasse la richiesta di trasferimento per eliminare il sospetto che si intervenga per bloccare l'inchiesta su Prodi.

In ogni caso, chiede il capogruppo alla Camera dell'Italia dei Valori, Massimo Donadi, il Guardasigilli riferisca al più presto in Parlamento perchè "desta allarme" il trasferimento di magistrati che si stanno occupando di indagini così delicate.  

 

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