La politica

PD. Sono in 35.000 di cui 17.500 candidate donne

24-09-2007

ROMA. Sono arrivati ieri, a Piazza Ss. Apostoli, i primi dati relativi alle liste presentate su tutto il territorio nazionale per le primarie del 14 ottobre.

Secondo i primi numeri, per i 475 collegi sono state presentate un totale di 2271 liste per l'elezione dell'assemblea costituente del Partito democratico, con una media di 5 liste a collegio. I candidati alle due assemblee, nazionale e regionale, sono circa 35.000 e 17.500 sono le candidate donne, cioè la metà del numero complessivo. Anche la metà dei capolista sono donne, per un totale di 1.135. Entro la mezzanotte di oggi, gli uffici tecnici regionali dovranno verificare la validità della documentazione presentata ed eventuali ricorsi dovranno essere formalizzati nelle 48 ore successive.

Intanto, il leader in pectore del Pd Walter Veltroni ha rilanciato la sfida del nuovo partito di centrosinistra nel messaggio inviato al Convegno di studi dei Cristiano democratici, ad Assisi. Il sindaco di Roma ha voluto mettere in chiaro che il nuovo partito nasce per evitare che in futuro possa esserci una coalizione che si presenti davanti ai cittadini "senza chiarezza di proposta", perchè gli elettori "non ci capirebbero e non ci seguirebbero".

Veltroni ha quindi sottolineato la necessità che il Pd abbia "un programma schiettamente riformista, in grado anche di immaginare valori carichi di radicalità del cambiamento". Solo in questo modo "potremo rilanciare l'azione del governo Prodi e superare l'attuale crisi di rapporto tra il centrosinistra e il Paese che rischia di degenerare, come dimostra la protesta che sta montando nel Paese".

Infine, il Pd, secondo Veltroni, "può segnare un passaggio storico: il superamento degli steccati che hanno a lungo opposto laici e cattolici". Ma per il capogruppo dell'Udc alla Camera Luca Volontè Veltroni è il massimo dell'ipocrisia e dell'opportunismo: "candida il campione del laicismo corrosivo Odifreddi e bacia gli ideali cattolici e cristiani, un chiaro caso di schizofrenia galoppante".

Sul rapporto tra le due anime del Pd è intervenuta anche l'unica candidata donna alla segreteria del Pd Rosy Bindi, che ha auspicato, nel messaggio inviato ai Cristiano sociali, che il nuovo soggetto, pur "nella rigorosa distinzione di compiti e responsabiilità tra le istituzioni religiose e civili", dia "un prezioso contributo a superare la storica linea di frattura tra laici e cattolici". Fermo restando la laicità del Pd, pure il ministro dell'Istruzione Beppe Fioroni ha voluto chiarire che i "cattolici del Pd chiedono rispetto sulle loro posizioni in merito ai temi etici" e ha chiesto alla sinistra radicale di emarginare le frange "ossessionate da una manciata di voti". Il leader Ds Piero Fassino non è entrato nel merito della richiesta di Fioroni, ma si è limitato a sottolineare: "il Pd è l'occasione per ridisegnare il sistema politico italiano e per superare l'esasperata parcellizzazione della rappresentanza politica che ora vede ventiquattro partiti in Parlamento".

Polemico, invece, il parlamentare ulivista della Margherita Franco Monaco, secondo cui le liste per Veltroni sono "la grande ammucchiata: rutelliani e mariniani, demitiani e antidemitiani, Bassolino e De Luca, Pollastrini e Penati, Binetti e Odifreddi: tutti litigiosamente insieme per Walter. Grande assente: la politica".

Ma, da Mantova, un altro candidato alla guida del Pd Enrico Letta ha assicurato: "chi vince le primarie del Pd non diventerà il proprietario del partito. Noi del Pd - ha aggiunto - siamo gli unici che possiamo rompere la logica dei partiti personali". 

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