La politica

Piero Fassino

Piero Fassino: ognuno si assuma le sue responsabilità

24-09-2007

ROMA. Piero Fassino intende fare chiarezza con gli alleati in vista del vertice che Romano Prodi ha convocato a palazzo Chigi per mercoledì sera. Con il suo richiamo di sabato, precisa il segretario dei Ds, non ha affatto voluto spezzare una lancia a favore delle elezioni anticipate. Ma ha voluto invitare tutti gli alleati ad assumersi le proprie responsabilità perchè se il governo Prodi cade si andrà alle elezioni anticipate.

Nella maggioranza, sostiene quindi Fassino, serve "consapevolezza delle proprie responsabilità" ma "nessuno di noi", torna a precisare, "si augura la caduta del governo Prodi ed elezioni anticipate". L'esecutivo deve andare avanti, è l'auspicio di Fassino, perchè l'anno trascorso è stato positivo come dimostra il buon andamento dell'economia ed il risanamento dei conti pubblici.

Si deve quindi "continuare su questa strada". E per farlo, ammonisce Fassino, serve che la maggioranza sia "coesa, unita e responsabile" anche perchè gli italiani non capirebbero le "liti di palazzo".

Quello che è accaduto giovedì al Senato, avverte, è stato un "campanello d'allarme" e dimostra che il governo corre dei rischi a causa della "frammentazione e dell'atomizzazione del sistema politico". Ma se Prodi cadesse, gli hanno chiesto i giornalisti, sarebbe ipotizzabile un governo diverso? "Questo - ha tagliato corto - è un gioco a cui non mi presto".

L'allarme di Fassino sembra essere condiviso dagli alleati, almeno a parole. Il candidato alla segreteria del Pd, Walter Veltroni, avverte che la coalizione non può presentarsi con un programma poco chiaro perchè gli elettori "non capirebbero". I partiti del centrosinistra "danzano sul baratro", ammonisce il ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni, convinto che tutti devono fare un passo indietro "nell'interesse del Paese".

Un richiamo indirizzato soprattutto ai piccoli partiti colpevoli di "pierinismo politico", secondo Fioroni, e cioè di "desiderio di visibilità" che li porta ad anteporre l'interesse di parte a quello del Paese.

Anche il ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, di Prc, si dice d'accordo con Fassino sul fatto che se cade il governo si torna a votare. E spiega perchè: se questo governo, afferma Ferrero, non è in grado di governare con il programma fissato "è bene che se ne vada a casa". Un governo intermedio, infatti, sarebbe solo "trasformismo". Se Prodi cade si va al voto, concorda il ministro del Lavoro Cesare Damiano (Ds). Per il capogruppo del Pdci alla Camera, Pino Sgobio, comunque, i rischi per il governo vengono soltanto dai settori moderati della maggioranza. Ed il banco di prova saranno la legge finanziaria ed il protocollo sul Welfare.

Ma Romano Prodi non cadrà, dice il capogruppo dell'IdV al Senato Nello Formisano. Se dovesse cadere, ricorda, a decidere sarà il capo dello Stato che "sembra essere l'unico uomo politico che riesca a mantenere sobrietà e saggezza".  

Il palinsesto di oggi