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Il Milan spreca, Miccoli punisce. Un Palermo incredibile contro il Milan

26-09-2007

PALERMO. Il calcio è bello, imprevedibile, ma anche crudele e strano. Quello che è accaduto a Palermo ha quasi dell'incredibile. Il Milan campione d'Europa in carica domina in lungo e in largo in ogni zona del campo, dimostra di poter mettere sotto il Palermo, colpendo due pali, collezionando un poker di palle-gol limpidissime (fra cui due salvataggi sulla linea), segna un gol, restando in vantaggio per più di un'ora, poi subisce il pareggio dal giocatore che fino a quel momento era stato fra i peggiori in campo, cioè Diana (servito da Amauri che si aggiusta il pallone con un braccio), quindi va sotto all'ultimo assalto, con Miccoli al 93'.Doveva essere una disfatta, è stato un trionfo. Ancelotti, nella tormentata vigilia di questa prima trasferta siciliana della stagione, era stato chiaro, lanciando inequivocabili segnali di riscatto: basta con i pareggi, serve solo la vittoria.

Un'ambizione, la sua, subito suffragata da un atteggiamento mentale bellicoso dei campioni d'Europa, che si concretizza dopo soli 10', allorché la premiata ditta Seedorf-Kakà-Gilardino confeziona la rete del vantaggio rossonero. Il gol subito, dopo due partite senza macchia, anziché scuotere il Palermo, lo narcotizza e lo fa quasi sprofondare. I rosanero restano negli spogliatoi e sembrano andare incontro a una disfatta in piena regola. Solo una conclusione verso Kalac, che al 20' respinge la conclusione di Cassani, poi recupera la propria posizione in porta per neutralizzare anche un debole colpo di testa di Migliaccio.

Il Palermo è tutto quì. Il Milan capisce che la serata è propizia e prova a chiudere il match con Gilardino al 21' (conclusione al volo, solo davanti a Fontana, con palla alta); Kakà, che al 24' va via a tre avversari, ma non riesce a scavalcare Fontana con un pallonetto; con Seedorf, la cui conclusione di destro a rientrare si stampa sull'incrocio dei pali. Nel finale il Palermo regala due lampi: una punizione di Miccoli ben parata da Kalac e una fuga senza successo dello stesso bomber tascabile, che va via anche a Kalac, ma il suo cross da sinistra non trova Amauri.

Nella ripresa il copione, almeno inizialmente, rimane lo stesso: il Milan fa la partita e il Palermo resta a guardare. Per poco, dopo soli 3', i rosanero non capitolano per la seconda volta: Fontana è bravo a salvare su Seedorf. Nel Palermo funziona poco il centrocampo, il Milan domina con Pirlo ed Emerson, ma spesso pecca di narcisismo. I rossoneri regalano scampoli di bel gioco, di tecnica sopraffina, sono maestri nel possesso palla e ai padroni di casa non rimane altro che sperare nel destino. Che li premia al 20' in due diverse occasioni, dopo che Simplicio ci ha provato dalla distanza con un rasoterra di poco a lato: prima Pirlo costringe Fontana a deviare una sua conclusione sulla traversa (e sono due); sul successivo corner, un'incornata di Nesta costringe Simplicio a salvare sulla linea. Lo 0-2 non arriva e non arriverà mai.

La partita si fa interessante, soprattutto dopo gli ingressi in campo del serbo Jankovic e dell'uruguayano Cavani. Il Palermo diventa squadra a trazione anteriore, Colantuono rischia il tutto per tutto, lasciando ai soli Simplicio e Migliaccio il compito di coprire i buchi a centrocampo. Avrà ragione, nonostante i rischi non manchino per i suoi. Il finale è da antologia, ma solo per il Palermo: Diana e Miccoli regalano una vittoria storica, che trasforma la notte di Palermo nel Carnevale di Rio.

 

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