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Paolo Bettini

Ciclismo. Bettini raddoppia. Vince il mondiale per la seconda volta consecutiva

01-10-2007

Ecco come si entra nella storia. Lo spiega come sifa un capitano. Ccme fa un gregario, come fa un campione. Le indicazioni del ct Ballerini seguite alla lettera, una squadra devota al sacrificio e un'intelligenza tattica che lascia il favorito di giornata, lo spagnolo Oscar Freire, inchiodato sull'Herdweg e poi sempre più lontano dopo il Birkenkopf. La squadra italiana era la più forte

STOCCARDA (Germania). Ecco come si entra nella storia. Paolo Bettini lo spiega con autorità agli avversari sul circuito di Stoccarda, che assegna il titolo Mondiale di ciclismo.

Lo spiega come fa un capitano, come fa un gregario, come fa un campione. Le indicazioni del ct Ballerini seguite alla lettera, una squadra devota al sacrificio e un'intelligenza tattica che lascia il favorito di giornata, lo spagnolo Oscar Freire, inchiodato sull'Herdweg e poi sempre più lontano dopo il Birkenkopf. La squadra italiana era la più forte.

Si sapeva che se fosse riuscita ad imporre ritmo e tattica non ci sarebbe stata gara. E così è stato. Italia e Spagna si controllano per tutta la gara. Non c'è scatto di un italiano che non venga rintuzzato da uno spagnolo e viceversa. Quando in testa, gli atleti del ct Antequera non tirano, fanno buchi e ingolfano ogni tentativo di allungo.

Ma il lavoro di Marzio Bruseghin, Alessandro Bertolini, Alessandro Ballan, Davide Rebellin, Matteo Tosatto, Damiano Cunego e Andrea Tonti ha permesso di imporre sulla gara quel ritmo che Ballerini aveva richiesto.

"Quando fanno arrabbiare Bettini questo è il risultato", dice dopo aver battuto, in una volata a ranghi ridotti, il russo Alexander Kolobnev e il tedesco Stefan Schumacher. Chiamatelo Grillo. Chiamatelo Paolino. Oppure chiamatelo, semplicemente, campione del mondo. L'azione vincente di Bettini è anticipata sapientemente da un affondo di Davide Rebellin al penultimo giro, che serve a scremare il gruppo. All'azzurro si attacca il russo Kolobnev e i due prendono una ventina di secondi e fanno in avanscoperta tutto il penultimo giro e vengono raggiunti all'inizio dell'Herdweg. Dalle retrovie arrivano notizie su Freire. Non sono buone, si dice che il tre volte iridato abbia problemi al soprasella.

La Spagna ci prova con Samuel Sanchez, ma la nazionale meglio rappresentata è l'Italia con Rebellin, Pozzato e Bettini che restano nel gruppo di quindici che viene ancor di più scremato nella successiva salita, più lunga e meno dura, del Birkenkopf. A quel punto davanti restano in cinque e gli altri si sparpagliano lungo l'erta: insieme a Bettini ci sono Kolobnev, Schuma- cher, il lussemburghese Frank Schleck e l'australiano Cadel Evans.

I cinque arrivano all'ultima curva ai duecentocin-quanta dal traguardo e in volata non c'è storia. Bettini è il più forte e non si fa sorprendere. Dopo il traguardo fa il gesto di sparare e il bersaglio l'ha centrato in pieno. Sesto arriva Rebellin per un piazzamento che fa onore all'impegno e alla professionalità del vincitore della Freccia Vallone. Encomiabile il lavoro di Alessandro Bertolini, che si è impegnato per mantenere sempre viva la corsa così come tutti gli altri azzurri, nessuno escluso. Peccato per Pozzato, vittima di crampi all'ultimo chilometro.

Una vittoria in Germania, come l'anno scorso il calcio, così quest'anno il ciclismo ha trionfato in un clima avvelenato. Un successo che porta il nome di Bettini.

Il toscano livornese è il quinto corridore nella storia del ciclismo ad aver centrato due successi consecutivi nel Mondiale. Prima di lui Georges Ronsse (1928, 1929), Rik van Steenbergen (1956, 1957), Rik van Looy (1960, 1961) e Gianni Bugno (1991, 1992). Il Grillo si è ritagliato un posto nella storia del ciclismo.

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