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"Nessuna vendetta".Roma, vigilia della sfida di Champions contro il Manchester

02-10-2007

MANCHESTER. "La parola vendetta è sbagliata, non è la mentalità da portare sul campo. La vendetta potrebbe portare a comportamenti non logici. Bisogna reagire ricordando quello che abbiamo sofferto e sbagliato, pensando a quello che ci vuole per offrire una forza da contrapporre a una squadra forte come il Manchester".

Alla vigilia della sfida di Champions contro il Manchester, Luciano Spalletti non pensa alla vendetta. Forse è per il fatto che sono passati sei mesi dal pesante 7-1 di Old Trafford, forse perchè a bruciare è soprattutto la sconfitta rimediata sabato contro l'Inter in campionato.

"A questa partita ci potevamo arrivare meglio, se si fa riferimento agli ultimi risultati- ha commentato il tecnico giallorosso- soprattutto per le ultime prestazioni offerte dalla squadra. Come testa c'è sicuramente da accantonare l'ultima sconfitta perchè è brutta e deve servirci da reazione. E anche se questa sconfitta è brutta, vedo delle attenuanti per come si è sviluppato il risultato. Nutro molta fiducia nei miei ragazzi e nella voglia di ribaltare subito le situazioni che possono capitare".

Dopo lo scivolone in campionato, ora l'allenatore vuole una reazione della sua squadra. "La sconfitta con l'Inter è maturata in maniera innaturale- ha commentato- ma bisogna sapere reagire e trovare la possibilità di mettere a posto le cose anche quando non vanno come vorresti. Noi da tutte le situazioni di sconfitta abbiamo saputo trarre qualcosa e anche questa rafforzerà quei concetti di ricerca che mancano come caratteristiche alla nostra squadra".

E ora c'è il Manchester con i suoi fantasmi. "È sempre difficile dal punto di vista della forza da contrapporre dentro la gara a una realtà come il Manchester- ha analizzato Spalletti- È più facile, però, per certi versi, perchè ho molta fiducia nella reazione dei miei giocatori, sono sicuro che prevarrà la voglia di rimettere a posto quello che è successo l'anno scorso e fare vedere che quello di aprile è stato un episodio e una parentesi che vogliamo chiudere ora".

E pensando alla partita, uno sguardo ai giocatori a disposizione. Con un grande assente. "Panucci non è stato convocato perchè ha mal di schiena e, da lui stesso è stata evidenziata la perplessità sulla sua condizione fisica. Ho deciso di lasciarlo a casa in funzione della sua richiesta".

Niente a che vedere con un diverbio avvenuto tra allenatore e giocatore che "è successo e, per me, è stato tutto chiarito", ha tagliato corto Spalletti. Che si è soffermato poi sulle esigenze di formazione: "I cambiamenti che bisogna fare dipendono dalla lettura delle situazioni, bisogna capire determinati momenti di scorrimento della partita. Ci sto pensando". Decisamente vago. In realtà, però, la squadra è già bella e decisa. Si attende solo il fischio di inizio.

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