L'Articolo

Rooney spegne la Roma

03-10-2007

MANCHESTER. La vendetta è un piatto che solitamente si serve freddo. Ma a sei mesi dal clamoroso 7-1 la Roma deve aspettare ancora, costretta a inchinarsi di nuovo alla legge dell'Old Trafford, ma la rabbia è tanta perché nel ko di ierisera ci ha messo parecchio anche del suo.

Una Roma dunque piccola ma solamente nel risultato, un pari ci stava tutto e forse anche qualcosa di più, perché le occasioni migliori le hanno avute proprio gli uomini di Spalletti. Se dopo l'Inter in campionato arriva il primo ko anche in Champions lo si deve dunque ai rituali paradossi del calcio e alle solite amnesie sotto porta dei giallorossi. Un campanello di allarme per una squadra che sembra aver smarrito la via del gol. Tre occasioni clamorose di Totti, Perrotta ed Esposito, tutte nella ripresa, non sono bastate a trasformare il brutto anatroccolo in un principe azzurro. La Roma deve dunque arrendersi ancora al Manchester, che al di là del bellissimo gol di Rooney non ha fatto granché. Anzi in pratica quello è stato l'unico vero tiro dei Red Devils in tutta la partita, anche se l'attaccante nel primo tempo aveva avuto un'altra palla-gol. Se non si segna prima o poi si finisce sotto, ed è proprio quello che è capitato stasera alla Roma.

Una squadra molto diversa come atteggiamento in campo da quella spregiudicata umiliata nel famoso 7-1 della scorsa Champions. Una Roma forse anche un po' bloccata, che però se ci avesse creduto un po' di più avrebbe potuto far sua la partita riuscendo per una volta a frenare i dribbling di Cristiano Ronaldo, il più temuto e il più chiacchierato della vigilia.

La tattica attendista voluta da Spalletti ha funzionato bene. Nel primo tempo gli inglesi non hanno praticamente mai tirato in porta. La Roma, a volta schiacciata nella sua metà campo, non si è mai disunita, pronta a ripartire con i suoi fraseggi. È mancata solamente la lucidità sotto porta, merce rara nella Roma di questi tempi. Nel bilancio della partita una traversa per i Red Devils da una parte e un rigore non concesso da Mejuto alla Roma nella ripresa per un fallo su Mancini. Una brutta serata a cui si è aggiunta un'altra tegola, l'infortunio di Aquilani, probabile strappo muscolare, che è uscito in lacrime. Davvero una perdita importante per Spalletti, ma anche per Donadoni.

Che sarebbe stata una partita molto diversa da quella di sei mesi fa lo si è capito subito. Con Curci tra i pali, all'esordio in Champions, per il forfait improvviso di Doni (oltre a quelli di Cassetti, Taddei e Panucci), Spalletti dà fiducia ad Aquilani. Sorprese anche dal Manchester: Ferguson rivoluziona la formazione preferendo un centravanti vero, Saha, a fianco a Rooney al posto di Tevez e sulla fascia sinistra Nani a Giggs. In difesa invece i ‘red devils' recuperano Vidic, non Brown.

Cristiano Ronaldo parte a destra, ma si scambia spesso la fascia con Nani. Tonetto prima, Cicinho poi non si lasciano ubriacare dai suoi dribbling. Al 7' il primo tiro in porta della partita è di Totti, al 9' un fuorigioco dubbio di Mancini, sempre ben imbeccato dal capitano, frena un'azione potenzialmente pericolosa. Al 29' primo brivido per Curci su un tiro-cross di Ronaldo, ma alla mezz'ora Kuszczak si oppone in due tempi alla punizione di Totti. Poi Rooney spreca l'unica vera occasione-gol del primo tempo spedendo alto da due passi un cross di Nani.

Dopo un brivido di Curci, costretto a dribblare Rooney che cerca di anticiparlo, nella ripresa i primi due lampi sono giallorossi: al 3' occasionissima per Totti che a tu per tu col portiere alza di un soffio, al 9' dopo una bell'azione corale è Aquilani ha sbagliare di poco la mira.

All'11' il Manchester colpisce anche una traversa con Nani, ma al 14' Aquilani colpendo il pallone si fa male ed esce in barella, al suo posto entra Pizarro.

Poco dopo è il turno di Tevez per Saha. L'ingresso del sudamericano dà qualcosa in più all'attacco inglese. L'avvisaglia del gol la dà sempre Rooney al 20', ma Curci si salva: cinque minuti dopo nulla può sul destro velenoso dell'attaccante inglese. Tra i due episodi un sospetto fallo da rigore di Carrick su Mancini.

Il gol sblocca mentalmente la squadra di Ferguson, ma la Roma reagisce e confeziona due palle-gol clamorose: la prima al 35' è svirgolata maldestramente da Perrotta, la seconda al 41' forse ancora più grave è di Esposito che prende la mira e da due passi manda incredibilmente fuori, a porta spalancata. Ora la Champions si prende una pausa (fra tre settimane c'è lo Sporting) e torna campionato. Con il Parma l'importante per Totti e co. e ritrovarsi e soprattutto ritrovare il gol.

 

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