Economia

Romano Prodi e Joaquin Almunia

Finanziaria. Critiche dall'UE. Prodi: non mando a picco l'Italia

di Fabrizio Finzi

09-10-2007

unto primo: "Siamo assolutamente in regola" con il piano programmato di riduzione del deficit. Punto secondo: non intendo fare "nulla di più" di quanto richiesto, evitando così di mandare a picco il Paese fermando la crescita. Punto terzo: nervi saldi e tranquillità perché "la dialettica con i Commissari europei è normale".

BRUXELLES. Punto primo: "Siamo assolutamente in regola" con il piano programmato di riduzione del deficit. Punto secondo: non intendo fare "nulla di più" di quanto richiesto, evitando così di mandare a picco il Paese fermando la crescita. Punto terzo: nervi saldi e tranquillità perché "la dialettica con i Commissari europei è normale".

Romano Prodi ha scelto proprio Bruxelles, dove si trova per incontrare il presidente della Commissione Ue, José Manuel Durao Barroso, e numerosi Commissari (ma non il custode dei conti Joaquin Almunia), per respingere seccamente ed in maniera articolata le critiche dell'Unione europea alla manovra economica 2008 appena presentata all'esame del Parlamento.

Il premier lo ha fatto rispondendo proprio ad Almunia che, anche lui senza giri di parole, ha accusato il premier di scarso coraggio, di aver elaborato una manovra che non riduce il debito pubblico ("il più grande" dei 27 Paesi della Ue), che deroga sui tempi previsti per il rientro al 3 per cento (2011 invece che 2010) e che abbassa il deficit dello 0,2 per cento invece che dello 0,5 per cento.

Insomma, aveva fatto capire Almunia, il Tesoretto doveva essere usato solo per risanare. "Certo, si può chiudere il Debito in un anno, ma poi si chiude anche il Paese", gli ha replicato in serata Prodi sbarcando a Bruxelles dopo una missione di due giorni nel lontano Kazakhstan.

Il presidente del Consiglio non ha avuto tentennamenti e ha confermato ostinatamente la sua linea: "Abbiamo un cammino, abbiamo raggiunto gli obiettivi che ci eravamo preposti e lo faremo anche l'anno prossimo".

La Finanziaria è quella e ha lo scopo di "rilanciare la ripresa", di "redistribuire" le risorse dando sollievo "alle categorie più deboli". La "dialettica" con i Commissari europei "é normale", ha assicurato Prodi, ricordando la sua esperienza di presidente della Commissione europea. Ma, ciò detto, ha assicurato che "l'Italia è veramente in regola, che le norme sono scrupolosamente seguite".

"Non ho nessuna intenzione di deviare, ma nemmeno di rinunciare alle linee di sviluppo ed equità che ho scelto per l'Italia". Quindi, ha chiosato, "nulla di più" di quanto serve e nulla che possa "mettere un freno allo sviluppo dell'Italia".

E se non fosse chiaro il concetto, il premier ha fatto un esempio preciso ai giornalisti che lo seguono a Bruxelles: "Certo, potevo dare qualche miliardo in meno a Ferrovie e all'Anas e ridurre di più il deficit, ma così avremmo bloccato quello sviluppo di cui l'Italia ha enorme bisogno".

Oggi, a Bruxelles il premier italiano, anche se non con Almunia, parlerà proprio di sviluppo, di energia, di trasporti, di come, in sostanza, sviluppare il Paese in ogni settore.

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