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Roberto Donadoni

Calcio. Nazionale. Donadoni: "Tutto in 90'"

14-10-2007

ROMA. Operazione Glasgow. A dispetto dell'etichetta alla Ian Fleming, c'è poco di segreto nel piano scattato in casa Italia subito dopo la vittoria con la Georgia: perché il prossimo 17 novembre in Scozia l'Italia ha un obiettivo esplicito, oltre che obbligato: vincere e basta.

"È la nostra finale, tutto in 90': come quando fai una corsa alla Coppa del Mondo, e poi ti giochi tutto in una partita. Noi ci giochiamo un anno di lavoro", il messaggio lanciato da Roberto Donadoni dopo la vittoria sulla Georgia, quasi una chiamata al risveglio dell'orgoglio mondiale. Fa nulla se rievocare quei giorni alimenta ulteriormente la suggestione Lippi: l'ex ct ha ammesso di non chiudere la porta a un eventuale ritorno in nazionale.

"È legittimo, lo avrei detto anche io: è nelle cose, nella vita di un allenatore", la replica di Donadoni, ben consapevole che la mancata qualificazione a Euro 2008 vorrebbe anche dire addio alla panchina azzurra. L'uscita di Lippi non ha detto nulla di nuovo ai dirigenti del club Italia, già consapevoli della disponibilità a un ritorno del ct mondiale; semmai, li ha spiazzati per la tempistica. Una mancata qualificazione degli azzurri ad Euro 2008 significherebbe inevitabilmente l'addio di Donadoni, e il ritorno di Lippi il suo ritorno sarebbe naturale e immediato. Così quella che fino a qualche mese fa era solo una suggestione ora è diventata una delle direzioni del bivio azzurro: l'altro, è la vittoria dell'Italia all'Hampden Park.

In attesa di accogliere i 20 giocatori della sperimentale per mercoledì, giorno di Italia-Sudafrica (ma Iaquinta  non ci sarà per l'influenza) il commissario azzurro si appresta dunque già da ora a preparare la sfida alla sorprendente capolista del gruppo B, senza evidentemente far eccessivo affidamento su un pari della Scozia mercoledì in Georgia.

Cassette e relazione del suo osservatore saranno prese in esame solo dopo la partita di Tbilisi, ma un'idea di quel che aspetta la sua Italia il ct già la ha: "L'ho vista dal vivo all'andata contro la Georgia, non meritava di vincere ma risolse in chiusura con un tiro da lontano. È una squadra che si trasforma in casa, ha entusiasmo ma anche organizzazione di gioco e capacità di ripartire: sabato l'Ucraina l'ha messa in difficoltà imponendo il gioco. Non dovremo snaturare il nostro gioco, ma imporlo. Siamo superiori tecnicamente - ha ribadito il ct - ma a Glasgow servirà una grande Italia. Anche nello spirito".

A conti fatti, la qualificazione a Euro 2008 è un rebus assai più complicato della previsione sull'esito di un'eventuale eliminazione. La quotazione di Donadoni, per il presidente Abete e il suo vice Albertini, è in risalita dopo la striscia di risultati. La valutazione è che la posizione in classifica sia esattamente lo specchio dei valori espressi, anzi semmai con un paio di punti in più del meritato. Ma di conti e futuro, Donadoni non vuol sentir parlare: la preoccupazione ora, una volta visionati mercoledì giovani come Nocerino e Rosina, è il mese di preparazione.

"Ci conto molto, spero di recuperare giocatori e avere tutti al top. Ora siamo in seconda posizione, niente male per lo sprint finale. Vediamo di dare l'ultima accelerata". A Glasgow, per affrontare un'atmosfera da brivido ("ma meglio questo che una partita a porte chiuse", la battuta sdrammatizzante del ct) tornerà capitan Cannavaro che ha scontato la squalifica. Perrotta e Camoranesi sono in uscita dai rispettivi problemi fisici, per Zambrotta i tempi sono un po' più lunghi. L'incognita maggiore riguarda Materazzi, il cui spirito guerriero sarebbe ideale per il clima scozzese. "Ma io penso di esserci, con i tempi: mi risultano una quindicina di giorni. Certo - la considerazione di Donadoni - l'approccio agonistico di Materazzi è quello giusto. Fermo restando che in queste partite Barzagli si è comportato benissimo, e ne sono più che felice".

Un po' meno, il ct lo è di certe ingenuità tattiche: come quella di non seguire la sua indicazione di sfruttare le fasce. "Dico spesso a Oddo di arrivare fino in fondo e crossare, invece che farlo dalla trequarti: imparerà", la chiosa di Donadoni. Infine, Gilardino: la convocazione per mercoledì ne segna il rientro nel gruppo azzurro. Così per quel 17 novembre Donadoni - fatti salvi gli imprevisti - potrebbe ritrovarsi l'Italia migliore, quella più simile alla configurazione mondiale mai avuta finora. E allora gli azzurri giocheranno per dimostrare che la Nazionale è ancora grande come al Mondiale, e indirettamente per tener lontano Lippi.

 

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