Economia

Welfare. L'Fmi boccia il pacchetto, Palazzo Chigi: "Nessun passo indietro"

di Alessandra Chini

15-10-2007

ROMA. Il Fondo Monetario Internazionale boccia il pacchetto sul welfare varato a luglio dal governo. Con quelle norme, dice il direttore dell'Fmi Rodrigo De Rato, rispondendo a una domanda,"si è andati indietro rispetto alle riforme precedenti" e si intravedono "rischi" per la tenuta dei conti pubblici italiani. Palazzo Chigi, impegnato nei contatti con le parti sociali per la trasposizione del testo in disegno di legge, ufficialmente non replica ma fa trapelare una risposta indiretta alle critiche.

Dal protocollo - è il ragionamento che fanno fonti dell'esecutivo - non deriverà "nessun passo indietro, nessuna marcia indietro" per l'economia del Paese. Un discorso che il presidente del Consiglio ha fatto anche ai sindacati nel corso del primo incontro con le parti sociali per fare il punto sul lavoro di limatura del disegno di legge che recepisce le norme contenute nel protocollo. Il governo è quindi tutto proteso a rassicurare i suoi interlocutori, Confindustria compresa, che nulla è cambiato dopo il Consiglio dei ministri di venerdì. E che, nella sostanza, la palla passa direttamente alle Camere per eventuali aggiustamenti.

In difesa del pacchetto sul welfare scende in campo anche il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, secondo il quale le parole di Rato sono "curiose". Inoltre, puntualizza il sindacalista, "il Fondo Monetario può stare tranquillo: il protocollo è stato concepito proprio per favorire l'ulteriore stabilità del sistema economico-finanziario e la tenuta del patto solidaristico e generazionale di questo Paese".

Il centrodestra, però, non perde l'occasione per andare all'attacco. A prendere posizione è soprattutto Forza Italia. Per l'ex sottosegretario azzurro al Welfare Maurizio Sacconi, "il Fondo Monetario ha ragione: le norme sulla previdenza, come peraltro quelle sulla legge Biagi, costituiscono un evidente regresso". E se Osvaldo Napoli parla dell'ennesimo "cartellino rosso" per Romano Prodi, l'ex consigliere economico di Berlusconi a Palazzo Chigi, Renato Brunetta, rileva che si tratta di "una ennesima figuraccia fatta fare all'Italia e agli italiani".

Anche An polemizza. "Dal Fondo Monetario - attacca Maurizio Gasparri - arriva l'ennesimo schiaffo al governo. Prodi ha 48 ore per capire di che morte vuole morire: se dare retta ai sindacati che chiedono il rispetto degli accordi o tenere presente il drammatico giudizio dell'Fmi. Senza considerare che la sinistra radicale non ha mai sotterrato l'ascia di guerra...".

Tace l'Udc, ma si tratta, in ogni caso, di un ennesimo grattacapo sull'economia per il governo a soli cinque giorni dalla manifestazione della sinistra del 20 ottobre. Un'occasione per la quale il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, auspica grande mobilitazione. "È interesse del Paese - dice Bertinotti - che il 20 ottobre ci sia una partecipazione rilevante. La partecipazione è sempre una risorsa per il Paese".

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