Economia

A 20 anni dal "Black Monday". Wall Street affonda

19-10-2007

NEW YORK. A venti anni esatti da quel 19 ottobre del 1987 che passò alla storia come "Black Monday" e in cui il Dow Jones perse addirittura il 22,6%, Wall Street vive un'altra seduta difficile, chiudendo con gli indici in pesante correzione in scia a un diffuso allarme-utili.

I listini ampliano le perdite nelle ultime due ore di contrattazione, con il Dow Jones che termina in calo del 2,64% (a 13.522,02 punti), con il Nasdaq che cede il 2,65% (a quota 2.25,16) e lo Standard & Poor's 500 che si attesta a 1.500,63 punti (+2,56%).

Lo scenario presenta anche la previsione pressoché unanime degli analisti in base alla quale la Federal Reserve taglierà il costo del denaro ancora il 31 ottobre, di 25 punti base: l'ipotesi viene infatti data per scontata con una percentuale del 92%, in base all'andamento odierno dei future, contro il 70% di giovedì.

A pesare sono appunto le trimestrali, in particolare quelle che arrivano dal comparto finanziario. Ieri è stato il turno di Wachovia (-3,61% a 46,40 dollari), quinta banca del Paese, che ha registrato una contrazione dei profitti pari al 10% dopo aver effettuato svalutazioni per circa 1,3 miliardi di dollari.

Fino ad oggi le trimestrali comunicate dal mondo finanziario hanno evidenziato, in base a calcoli fatti da Bloomberg, una contrazione media degli utili nell'ordine del 20 per cento, il peggior risultato da quando questo tipo di rilevazioni trimestrali ha avuto inizio, cioé nel 1997.

Va tenuto conto del fatto che questo settore pesa per il 19% in termine di capitalizzazione complessiva della Borsa, avendo inoltre accumulato lo scorso anno ben il 27% dei profitti totali della Corporate America.

Il comparto dei finanziari accusa inoltre l'impatto derivante dal fatto che Warren Buffett ha negato di aver comprato titoli di Countrywide Financial (-7,75% a 15,23 dollari), la società finita nel ciclone del dissesto provocato dalla caduta del credito subprime.

Buffett, tra l'altro, ha smentito anche uno shopping su azioni Hovnanian (+2,63% a 10,55 dollari), società di costruzioni del New Jersey. Più in generale gli analisti hanno messo in conto per il terzo trimestre una contrazione media dell' utile delle società comprese nello S&P 500 pari a -1,8%; si tratterebbe del calo più consistente dai primi tre mesi del 2002.

Sempre sulla scia di una trimestrale al di sotto delle attest, è andata giù ieri anche Caterpillar, il colosso della movimentazione da terra che cede il 5,27 per cento (a 73,57 dollari), che ha menzionato, tra i fattori di un possibile rallentamento degli utili, pure il rischio recessione per l'economia americana. L'utile netto di 1,4 dollari per azione è risultato inferiore a 1,42 dollari accreditati da alcuni analisti.

Nel comparto petrolifero, pur il greggio al record dei 90 dollari di massimo storico raggiunto ieri, crollano le quotazioni di Schlumberger (-11,02 per cento a 99,32 dollari). Il gigante dei servizi petroliferi ha comunicato che alcuni progetti di trivellazione saranno fatti slittare nel tempo.

In controtendenza fra i tecnologici è invece Google (+0,80% a 644,71 dollari) dopo aver riportato giovedì a Borsa chiusa utili sopra le aspettative.

 

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