Economia

Alitalia. Il cda sceglie Air France. Via libera all'unanimità alle nozze

di Stefania De Francesco

22-12-2007

ROMA. Alitalia ha scelto Air France. Per uscire da una situazione "pre-fallimentare" e assicurarsi il risanamento, il consiglio di amministrazione della compagnia italiana ha deciso all'unanimità di trattare con il colosso del trasporto aereo la vendita della quota del 49,9% nelle mani del Tesoro. Una decisione arrivata ad un anno dall'avvio della gara indetta dal ministero dell'Economia, fallita nel luglio scorso, a cui Air France non aveva partecipato e l'ora esclusa AirOne era rimasta da sola sino in fondo.

Una notizia che, pur in assenza di commenti ufficiali, non può che essere stata accolta con soddisfazione dal premier Romano Prodi e dal ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, che - pur non avendolo mai detto esplicitamente - hanno sempre avuto come obiettivo la cessione in mani franco-olandesi.

Un obiettivo a cui aveva cominciato a lavorare nel 2001  Francesco Mengozzi, l'amministratore delegato dell'epoca che aveva lavorato all'ingresso di Alitalia nell'alleanza commerciale Sky Team (dove c'é anche Air France-Klm) e allo scambio azionario del 2% con Air France. Mengozzi è oggi managing director e responsabile per le infrastrutture in Italia della banca d'investimento Lehman Brothers, advisor finanziario per Air France-Klm assieme a Lazard, mentre advisor industriale è ATKearney.

Ma l'avversaria diretta AirOne non si arrende. La seconda compagnia aerea italiana, dell'imprenditore abruzzese Carlo Toto, (che ha partecipato con la propria finanziaria Ap Holding e il sostegno di Intesa SanPaolo, Nomura, Morgan Stanley e Goldman Sachs), ha fatto sapere dopo aver appreso di essere stato escluso, che "a valutare le indicazioni espresse dal cda sarà il governo, che siamo certi garantirà la soluzione più rispondente ai bisogni del Paese, dei cittadini, delle imprese italiane e di Alitalia stessa".

L'Esecutivo, infatti, valuterà entro metà gennaio, la decisione degli amministratori di Alitalia". E per quella data, Air France ha chiesto al ministero dell'Economia di non discostarsi troppo da questa tempistica viste le "criticità finanziarie" di Alitalia "e di quelle di scenario via via sempre più impegnative".

E uno spiraglio potrebbe aprirsi per AirOne. Il dossier Alitalia non è stato affrontato nel consiglio dei ministri di ieri ma a margine, secondo quanto riferito da diversi ministri che vi hanno partecipato, sarebbero state fatte delle valutazioni su come coinvolgere nella partita il secondo vettore italiano. Ci sarebbe la disponibilità a ragionare, entro metà gennaio, a quali segmenti di Alitalia (probabilmente le attività di terra, a partire dalla manutenzione) far eventualmente partecipare Toto.

D'oltralpe, il numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, si è detto "molto onorato che il nostro piano è stato riconosciuto come il più adatto ad assicurare il futuro di Alitalia". 

Un piano, quello di Air France-Klm, che il cda di Alitalia ha ritenuto in grado di "risolvere le criticità di tipo strategico, industriale e finanziario" e "la più conveniente" con "un significativo piano di investimenti (6,5 miliardi di euro nel lungo termine) con il rinnovo, tra l'altro, della flotta di medio e lungo raggio e significativi interventi sull'allestimento e sul servizio di bordo".

Numerosi i commenti a caldo all'opzione francese: si va dall'appoggio sempre manifestato da piloti (Anpac) e assistenti di volo, alle riserve da parte sindacale (i confederali) che insistono sulla necessità di conoscere i contenuti del piano Air France, mentre il presidente della Regione Lombardia Formigoni accoglie la decisione come "un pessimo segnale".

 

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