Economia

Giallo sulla Finanziaria, Il Fondo Monetario prima la bacchetta, poi corregge il tiro

26-12-2007

ROMA. Licenziata appena una settimana fa, sulla Finanziaria 2008 si apre il primo 'giallo', con il Fondo Monetario che prima bacchetta la manovra economica appena varata dal Governo e poi corregge il tiro. Nel giorno di Santo Stefano, con gli uffici chiusi, fa rumore il primo giudizio critico del Fmi alla Finanziaria 2008, definita "poco coraggiosa".

Un primo stringato commento che non è affatto piaciuto al viceministro Vincenzo Visco, che rimanda le critiche al mittente ricordando che "il processo di risanamento è in corso". Passano poche ore e arriva la correzione in corsa da Washington: "Il Fmi smentisce con decisione di aver mai rilasciato i giudizi ad esso attribuiti". L'organizzazione - la precisazione - "non ha emesso alcun comunicato o espresso commenti sulle materie menzionate e i giudizi riportati non rappresentano quindi ufficialmente quelli del Fondo monetario".

Un portavoce del Fondo ha ricordato che "una missione ufficiale del Fmi sarà l'Italia a fine gennaio per la consueta consultazione dell'article IV e renderà note le sue conclusioni e raccomandazioni solo al termine della visita".

Washington aveva in un primo tempo definito la manovra "poco coraggiosa" sul fronte della spesa, proprio nel momento in cui invece sarebbe servito di più, sfruttando anche il traino della ripresa in atto. Ufficialmente la missione del Fmi è attesa in Italia per il 24 gennaio per la tradizionale missione annuale con cui vengono valutate più da vicino le misure appena varate dal Governo.

Le riserve dei tecnici del Fondo riguarderebbero soprattutto l'alto indebitamento ancora presente nei conti pubblici italiani, anche alla luce della volontà espressa dal governo di voler sostenere nel prossimo anno il potere d'acquisto dei salari. Le critiche di metà pomeriggio non sembrano comunque sconfortare il governo: "il risanamento continua. Lo si vede e lo si continuerà a vedere dai conti", ha infatti ribattuto a stretto giro il vice-ministro all'Economia, Vincenzo Visco, prima dell'arrivo della posizione ufficiale.

- FISCO E SALARI: i rilievi del Fondo non fermano comunque il dibattito sulle manovre che il Governo intende varare a sostegno del potere d'acquisto, anche se, come ha spiegato il sottosegretario all'Economia, Alfiero Grandi, per abbassare la pressione fiscale sui lavoratori dipendenti bisognerà aspettare la Trimestrale di cassa a marzo. E questo per verificare lo stato di salute dei conti pubblici e l'eventuale presenza di ulteriore extragettito che, assicura lo stesso Grandi, "sono sicuro che ci sarà".

Il percorso sembra comunque già 'segnato', visto che, spiega Grandi, l'argomento salari "si potrà affrontare dopo la trimestrale, anche perché la Finanziaria ha chiuso i conti a quello che potevamo verificare".

- SINDACATI, CERTEZZE O SARA' SCIOPERO: parole che hanno messo i sindacati sul piede di guerra: "a gennaio - sottolinea il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti - avremo una verifica su tasse e contratti pubblici e in presenza di risposte vaghe è ovvio che non potremo che decidere per lo sciopero".

Sulla stessa linea segretario generale aggiunto della Cisl, Pier Paolo Baretta: "non è necessario aspettare la trimestrale per iniziare il confronto. L'intervento prospettato può stare all'interno delle compatibilità ed è una delle priorità della politica che il governo deve assumere". Per il senatore Lamberto Dini le 'promesse' del governo sono solo "mosse disperate", perché - dice - "il governo oggi raccoglie soltanto il 25% dei consensi nel paese" e non ha i numeri per varare misure del genere. Per l'altra parte sociale, Confindustria, c'é da registrare le puntualizzazioni del direttore generale, Maurizio Beretta, il quale sottolinea l'utilità di "un confronto che parta dal punto fermo per cui la pressione fiscale è eccessiva sulle imprese e sui lavoratori dipendenti. Si deve quindi lavorare per ridurre questa pressione sulle due tipologie di contribuenti".

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