Economia

Petrolio. Il mondo in allarme. Anche ieri sopra i $100. Oggi vertice da Bush

03-01-2008

ROMA. Un altro giorno sopra quota 100 dollari. Il prezzo del petrolio ritocca i suoi massimi storici, alimentando nuove previsioni al rialzo e, soprattutto, ulteriori timori sull'impatto di questi costi sulla crescita e nelle tasche dei cittadini. Tanto che il presidente George Bush, ha messo in programma per oggi un incontro con il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, e con il segretario al Tesoro, Henry Paulson, per fare il punto sulla corsa record delle quotazioni del petrolio, oltre che più in generale sullo scenario dell'economia. Bush si è infatti dichiarato preoccupato per l'attuale andamento del prezzo del petrolio, assicurando però che non verranno intaccate le riserve strategiche del Paese. Preoccupazioni arrivano anche dall'Unione Europea.
"Il prezzo del petrolio aumenta in modo deciso e, se questo aumento continuerà, ovviamente ci sarà un impatto sulla crescita", ha infatti dichiarato Amelia Torres, portavoce del Commissario Ue agli Affari Economici e Monetari, Joaquin Almunia.
L'oro nero, che mercoledì aveva solo toccato quota 100 dollari, ieri ha superato tale soglia. Il greggio ha aperto le contrattazioni a New York a 99,30 dollari, è poi salito fino al nuovo massimo di 100,09 dollari per chiudere quindi a 99,12 dollari. La spinta al rialzo è arrivata dai dati sulle scorte di greggio negli Usa, che hanno mostrato un calo di 4 milioni di barili, contro le stime di una flessione di soli 840.000 barili.
Nuovo record anche per il brent, che a Londra ha guadagnato un altro 0,6% arrivando a 98,38 dollari al barile, e per l'oro, che tocca il nuovo massimo degli ultimi 28 anni a 871,2 dollari. Inevitabili arrivano così le prime stime sui prossimi possibili target per il prezzo del petrolio: se l'Agenzia Internazionale dell'Energia ipotizza un rialzo a 150 dollari "in uno scenario di fortissima crescita in Cina e India", l'istituto economico tedesco Diw si spinge più in là: "Nei prossimi cinque anni il prezzo del greggio arriverà a 150 dollari e in dieci anni a 200 dollari".
Insieme alle nuove previsioni di crescita del greggio, arrivano anche le stime aggiornate delle associazioni dei consumatori: per il Codacons, il petrolio a 100 dollari significa una stangata da 450 euro all'anno per ogni famiglia, di cui 160 euro per la benzina e 240 per luce, gas e riscaldamento. Più pesante il bilancio stilato da Adusbef e Federconsumatori, secondo i quali "la ricaduta" sulle famiglie sarà invece di 480 euro, mentre Coldiretti lancia l'allarme sui maggiori costi a carico del settore agricolo, sui quale però il Governo ha intenzione di vigilare: "Vigileremo con severità affinché fenomeni speculativi non vadano ad avvelenare il già difficile capitolo dei costi dei carburanti", ha assicurato il ministro delle Politiche Agricole, Paolo De Castro.
Sulla durata e consistenza del picco del petrolio, invece, i pareri sono discordi. "Siamo veramente entrati in un'era del petrolio caro. Le nostre economie dovranno abituarvisi", ha detto il ministro dell'Economia e delle Finanze francese, Christine Lagarde, mentre secondo Pasquale De Vita, presidente dell'Up, "bisogna vedere quanto dura questo picco, dovremmo augurarci che sia una punta e non una conferma della tendenza al rialzo".
Sicuramente non aiutano le dichiarazioni dei guerriglieri del Delta del Niger che, sfruttando i nuovi record del petrolio minacciano il "blocco del 100% dell'esportazione di greggio dalla Nigeria".

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