Economia

presidente George W Bush tra il suo vice Dick Cheney (a sinistra) ed il ministro del Tesoro Henry Paulson

Economia Usa. La disoccupazione salita al 5 percento. Bush gela i mercati

05-01-2008

ROMA. Dopo le indiscrezioni e le previsioni degli economisti, arriva dalla Casa Bianca la conferma che una recessione negli Usa non è esclusa. Per il presidente George W. Bush, che ha parlato ieri dopo la gelata di dicembre sull'occupazione, "non possiamo dare per scontata la crescita economica". Parole accolte con uno scossone in borsa, che ha visto lo Standard & Poor's perdere oltre il 2%, mentre Bush ha fatto capire che la Casa Bianca mantiene aperta l'ipotesi di un pacchetto di stimolo per l'economia.
L'economia degli Stati Uniti "é su basi solide ma non si può dare per scontata la crescita", ha detto ieri Bush, riconoscendo alcuni segnali preoccupanti. "Abbiamo creato nuovi lavori per 52 mesi consecutivi, ma nell'ultimo mese la crescita dei posti di lavoro ha registrato un rallentamento; l'inflazione é bassa, ma i consumatori americani spendono di più per benzina e cibo; l'andamento dei consumi è buono tuttavia la ricchezza in molte case americane conosce una flessione".
Intervenendo nella Roosevelt Room accanto al presidente della Fed Ben Bernanke e al segretario del Tesoro Henry Paulson con i quali si era appena consultato, Bush ha mantenuto aperta la possibilità di un pacchetto di aiuti fiscali per aiutare la crescita, su cui la Casa Bianca sta ragionando anche se nessuna decisione è attesa prima del discorso sullo Stato dell'Unione del 28 gennaio. "Questa economia è su solide basi. La cosa peggiore che il Congresso possa fare è aumentare le tasse per gli Americani e le imprese", ha detto infatti il presidente dopo aver parlato di segnali misti dagli indicatori economici.
Proprio ieri i timori di una possibile recessione sono stati riaccesi dai dati sul mercato del lavoro, che hanno fatto volare l'euro sopra 1,48 dollari in un mercato sempre più pronto a scommettere su una sforbiciata dei tassi Fed da mezzo punto percentuale a fine mese.
Il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti, a dicembre, è infatti balzato al 5% dal 4,7% di novembre, superando il 4,8% previsto, con soli 18.000 posti di lavoro creati (ne erano attesi 70.000), come non succedeva da quattro anni. E per l'intero 2007 l'economia Usa ha creato in totale 1,33 milioni di nuovi posti di lavoro, il livello più basso degli ultimi quattro anni.
Numeri che allontanano la luce in fondo al tunnel dell'economia statunitense: diversi economisti temono infatti che il peggioramento dell'occupazione si rifletta negativamente sui consumi, vero e proprio motore della locomotiva statunitense. Aggiungendo piombo sulle ali di un'economia già fiaccata dalla peggiore recessione immobiliare vista dal 1991, dal progressivo contagio della crisi del credito innescata dai mutui ‘subprime' e dai prezzi record del petrolio a 100 dollari, di fronte ai quali Bush ha auspicato la costruzione di nuove raffinerie.

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