Economia

Conti con il sorriso. Finanzia pubblica. Il debito cala all'1,3 percento

di Alessandra Chini

09-01-2008

ROMA.  Ancora buone notizie sul fronte del deficit: nei primi nove mesi del 2007, secondo i dati dell'Istat, si è attestato all'1,3%, il risultato migliore dal '99: nello stesso periodo del 2006 era al 4%. Sempre più vicino, dunque, l'obiettivo indicato a fine anno dal premier Romano Prodi di un rapporto deficit-Pil attorno al 2% nel 2007, contro il 2,4% delle previsioni contenute nella Finanziaria.
Bruxelles, intanto, vigila con attenzione sui conti italiani. Anche se per il momento preferisce tacere sugli ultimi sviluppi. Una valutazione ufficiale sull'andamento delle finanze pubbliche del Belpaese - afferma la portavoce del commissario agli affari economici e monetari, Joaquin Almunia - non arriverà prima del prossimo 30 gennaio, quando sarà dato "un primo giudizio" sul programma di stabilità inviato dal Tesoro alla fine di dicembre.
I DATI DELL'ISTAT.
L'istituto di statistica spiega come sulla grande differenza tra i dati 2007 e quelli dell'anno precedente pesino alcune una tantum che aggravarono il disavanzo 2006, come i circa 16 miliardi di euro usciti dalle casse dello Stato per rimborsare la detraibilità dell'Iva, dopo la sentenza della Corte di giustizia europea.
Ma non c'è dubbio che un deficit all'1,9% nei primi nove mesi dell'anno è un risultato molto positivo, al di là di ogni rosea aspettativa. Soprattutto - spiegano i tecnici dell'Istat - se a questo risultato si affianca un avanzo primario balzato nei primi nove mesi del 2007 al 4,4%, rispetto al -1,7% del 2006. E ad un flusso di entrate totali cresciuto del 7,2% e di entrate correnti del 7%, dovuto alla crescita delle imposte dirette (+13%), delle imposte indirette (+4%), dei contributi sociali (+5,8%) e delle altre entrate correnti (+2,1%). Oramai la strada verso la fine della procedura Ue di infrazione per deficit eccessivo sembra tracciata: bisognerà solo attendere le previsioni della Commissione Ue della prossima Primavera.
L'ATTESA
DI BRUXELLES.
Intanto dall'esecutivo europeo non arriva alcun commento. Così come nessuna dichiarazione è arrivata sulla Finanziaria 2007 definitivamente approvata dal Parlamento a fine anno. Ma questo - spiegano fonti comunitarie - non vuol dire che si sia allentata la vigilanza di Bruxelles e che la situazione italiana non sia seguita "attentamente e costantemente". Il silenzio di Almunia - si sottolinea - è principalmente legato a un fatto: prima di parlare vuol capire quali saranno gli sviluppi del confronto tra Governo e parti sociali che proprio oggi si apre a Palazzo Chigi, e che all'ordine del giorno ha il tema dei redditi e del recupero del potere d'acquisto. È anche sulla base delle decisioni che verranno prese al tavolo con sindacati e imprese, infatti, che la Commissione Ue valuterà l'attendibilità o meno del programma di stabilità italiano.
Le preoccupazioni dell'entourage del commissario Almunia sono sempre le stesse. Non tanto il fatto che l'Italia continui a prevedere il pareggio di bilancio nel 2011, contro l'obiettivo del 2010 indicato da Commissione Ue ed Eurogruppo. Ma piuttosto - dopo il già criticato impiego del ‘tesoretto' 2007 - si teme più che mai un nuovo aumento della spesa pubblica, con l'utilizzo delle nuove maggiori entrate per finalità diverse dalla riduzione del deficit e dell'elevatissimo debito pubblico.
Del resto, l'imperativo della Commissione Ue, sopratutto per i Paesi come l'Italia che non hanno ancora raggiunto il loro obiettivo di medio termine (quello dell'azzeramento del deficit zero), rimane invariato: il buon momento dei conti pubblici va interamente utilizzato per completare l'opera di risanamento. La guardia, dunque, resta alta. E la trattativa tra Governo e parti sociali sarà monitorata da Bruxelles con la stessa attenzione con cui è stato seguito il passaggio in Parlamento della Finanziaria. Se l'Italia passerà l'esame dell'Europa, comunque, lo sapremo non prima delle riunioni di Eurogruppo ed Ecofin programmate per l'11 e 12 febbraio prossimi. Anche se il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, avrà l'occasione di mostrare ai suoi colleghi europei i buoni risultati sul fronte dei conti già a Bruxelles il 21 (Eurogruppo) e il 22 gennaio

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