Economia

Conti pubblici. Moody's promuove l'Italia

15-01-2008

CROMA. Moody's promuove l'Italia per l'andamento dei conti pubblici e lascia intravedere la possibilità di un miglioramento del "voto" al Belpaese. Questo anche se S&P, dopo i "complimenti" dei giorni scorsi, prevede che il calo del deficit registrato dall'Italia non si ripeterà anche quest'anno e per questo - spiega - ha deciso di non "promuovere" per ora il rating dell'Italia.
Buone notizie arrivano sul fronte delle entrate che, nei primi 11 mesi dello scorso anno sono aumentate dell'8% (circa 27 miliardi in più all'erario). Notizie in parte però bilanciate dalla non buona performance della produzione industriale che a novembre ha segnato un calo del 2,4% lasciando un'ombra sulle prospettive di crescita. Sindacati e sinistra tornano all'attacco con la richiesta pressante al Governo di intervenire, e rapidamente, sul livello troppo elevato di pressione fiscale sui lavoratori dipendenti. E questo anche per rilanciare i consumi e contestualmente la crescita dell'economia.
La finanza pubblica italiana - sostiene Alexander Kockerbeck, capo analista di Moody's per i Paesi europei - è "sulla strada giusta" e "se la ripresa della tendenza alla riduzione del rapporto debito-Pil dovesse dimostrarsi un trend strutturale, attraverso misure stabili, l'outlook sul rating Aa2 potrebbe passare da "stabile" a "positivo".
E sull'ipotesi di un intervento per la riduzione della pressione fiscale (che "rischia di essere un ostacolo per la crescita economica"), che deve andare insieme ad una riduzione della spesa pubblica, Moody's esprime un giudizio positivo: "Non vogliamo commentare una misura o l'altra - risponde Kockerbeck sollecitato in merito alle ipotesi riguardanti l'alleggerimento delle tasse - ma è importante sottolineare che quando si pensa di ridurre la pressione fiscale è un obiettivo importante".
Insomma, oltre alla possibile promozione, l'agenzia di rating afferma di essere molto interessata all'andamento dell'economia italiana e, in particolare, alle entrate.
E proprio su questo fronte arriva un'altra buona notizia. Dal Tesoro fanno infatti sapere che le entrate dei primi 11 mesi del 2007 sono cresciute dell'8% al netto delle una tantum. L'erario - secondo i dati pubblicati dal dipartimento fiscale del ministero - incassa così 27,8 miliardi in più rispetto a quanto arrivato nello stesso periodo 2006. Al lordo delle una tantum, inoltre, la crescita è stata di 23,1 miliardi (+6,5%).
Le due notizie positive spingono molti a ribadire al Governo la richiesta di un intervento sul peso fiscale che grava sulle spalle dei lavoratori dipendenti. Intervento che il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, definisce come "banco di prova" per il Governo.
Il ministro per la Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero che afferma: "L'aumento delle entrate fiscali strutturali nel corso del 2007 ci dice della possibilità concreta di fare una seria operazione di redistribuzione del reddito già nei prossimi mesi. La proposta che abbiamo avanzato di tagliare le tasse nell'ordine di 100 euro al mese per i lavoratori dipendenti e i pensionati a reddito medio basso non é una chimera, ma una possibilità concreta che il Governo può e deve perseguire".
Per i sindacati interviene il leader della Uil, Luigi Angeletti, che ricorda come l'intervento dell'anno scorso sul taglio del cuneo fiscale sia stato percepito solo dalle imprese. Dunque serve un intervento sui lavoratori, e senza perdere tempo: "Quando il governo ha deciso di tagliare le tasse alle imprese non si è posto il problema della copertura: ha prima deciso e poi trovato i soldi. Vorremmo che si facesse altrettanto per i lavoratori dipendenti, perché oggi i salari sono il primo problema del nostro Paese".
Marigia Maulucci della Cgil imputa il buon andamento delle entrate ai "brillanti risultati" della lotta all'evasione fiscale e chiede che si apra "al più presto" un confronto con il Governo per aumentare le retribuzioni dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, che contribuiscono alla ripresa della domanda e quindi alla crescita del paese".
Anche Paolo Segarelli dell'Ugl rinnova la richiesta di un calo delle tasse all'esecutivo. e Adamo Bonazzi (Usae) aggiunge l'incremento delle entrate fiscali è un segnale importante per condurre il Governo ad intraprendere una politica dei redditi improntata soprattutto sulla riduzione delle tasse per i lavoratori dipendenti.

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