La politica

Condanna a cinque anni. Il governatore Cuffaro "festeggia" con i cannoli

20-01-2008

PALERMO. Dopo una notte insonne Salvatore Cuffaro, il governatore siciliano accusato di favoreggiamento aggravato, festeggia con caffé, dolci alla mandorla e cannoli freschi la sentenza che lo proscioglie dall'accusa di aver aiutato Cosa Nostra. Resta la condanna a cinque anni per favoreggiamento semplice, ma il day after è pieno di sorrisi, abbracci e qualche lacrima.
La giornata comincia presto: alle 6,30 la sveglia, per godersi questo giorno da protagonista. Ad attenderlo sotto casa c'é una folla di fedelissimi che lo aspettano fin dalle prime ore dell'alba. Cuffaro non riesce a trattenere la commozione, mentre abbraccia a uno a uno amici e conoscenti. "La cosa che mi dà più serenità - dice - è quella di avere finalmente riportato la serenità nella mia famiglia. Ho visto negli occhi di mia moglie e di mia figlia una luce che era sparita da tempo, da quando abbiamo imparato a convivere con accuse così pesanti da togliere il sonno e l'allegria".
Davanti al suo portone, a bordo di un taxi, arriva anche la moglie novantenne del pittore Giambecchina, che, nonostante l'età, corre a perdifiato per cinquanta metri prima di abbracciarlo tra le lacrime. "Mi ha detto che ha pregato per me tutte le notti - dice commosso Cuffaro - è stata una delle cose più belle che mi siano capitate nella vita".
Dopo un caffé nel bar vicino a casa, davanti a Villa Sperlinga, sempre assediato dai suoi sostenitori Cuffaro rilascia la prima di una lunga serie di interviste televisive. Poi di corsa "al lavoro", come aveva annunciato. Il tappeto rosso di palazzo d'Orleans attende la sua entrata piena di strette di mano. Nella stanza presidenziale arrivano a ondate politici, sostenitori e giornalisti. Il Governatore li bacia tutti, quasi a voler confermare che quel soprannome di "Totò vasa vasa" per lui non è mai stato un'offesa.
"In questi anni - dice all'ANSA - ho vissuto con il rimorso di aver dato alla mia famiglia un dolore grandissimo, quello di vedermi indagato e processato per collusione alla mafia. Oggi il rimorso non c'é più perché questa accusa infamante è stata cancellata".
Tra un bacio e l'altro, Cuffaro trova il tempo anche per rispondere a decine di telefonate di esponenti politici e istituzionali: "da Casini a Cesa, da Berlusconi a Cossiga" riferisce. "Ma quello che mi ha più colpito - spiega - è stato l'afflato collettivo della gente comune, migliaia di persone che si sono strette attorno a me per dimostrarmi il loro affetto".
Neanche le richieste di dimissioni che arrivano a pioggia da parte del centrosinistra e i sit in di protesta organizzati tramite sms riescono ad avvelenare il "gran giorno" di Cuffaro. "Per quanto riguarda Lumia, Forgione, Borsellino, che addirittura era già in campagna elettorale - sottolinea con una punta d'orgoglio - penso che debbano riflettere, dopo la sentenza che mi scagiona dalla collusione con la mafia. Dicono che dovrei dimettermi? Non devo ascoltare loro ma i tantissimi siciliani che mi hanno votato".
Non mancano però le stoccate provenienti da alcuni esponenti di Forza Italia, come la secca dichiarazione del presidente dell'Ars Gianfranco Micciché: "non si festeggia una condanna a cinque anni". Anche se si affretta a definire ‘incoerente' la richiesta di dimissioni avanzata dagli ex Ds. Ma per Cuffaro questo non è il giorno delle polemiche: "Micciché? Si attendeva una mia piena assoluzione". Parole dette e ridette di fronte alle decine di giornalisti che sono venuti a intervistarlo.
Palazzo d'Orleans è un via vai di cronisti fino a quando il Governatore "del popolo", come lui si definisce, annuncia che é atteso a una riunione di amministratori di condominio. "Devo andare - dice riprendendo il suo forcing - ci tenevano tanto. I miei sostenitori mi aspettano...".

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