Il BCE lascia i tassi invariati
FRANCOFORTE. Prospettive economiche incerte, rischi al ribasso per la crescita e al rialzo per l'inflazione, che già viaggia ai massimi degli ultimi 14 anni. La Bce, in questo scenario, resiste ancora una volta alle pressioni per un taglio immediato dei tassi e non tocca il costo del denaro, lasciandolo fermo al 4%, ponendosi così nuovamente in antitesi con la Fed e la Banca Centrale Inglese, che oggi ha tagliato i tassi di 25 punti base al 5,25%. Ma qualcosa sembra iniziare a muoversi in casa Bce, con il presidente Jean-Claude Trichet che ammorbidisce i toni sui rischi inflazionistici, pur ribadendo che la Bce è sempre allerta e pronta a intervenire. Accentua invece i timori per la crescita e apre così uno spiraglio a una virata verso una politica monetaria neutra, e quindi a un più vicino taglio dei tassi. Una riduzione del costo del denaro che, comunque, non arriverà in tempi brevissimi. Almeno non in aprile, cioé subito dopo la diffusione delle nuove stime per il pil e i prezzi, prevista in marzo. A chi gli chiedeva di confermare o meno le attese di alcuni analisti circa un taglio già in aprile, Trichet non ha risposto limitandosi a ricordare che la Bce resterà "prevedibile" nelle sue decisioni sui tassi nel breve termine. "Le sorprese sono sempre state rare in passato - ha aggiunto - e probabilmente continuerà a essere così. Questo comunque non vuol dire che ci impegniamo in anticipo sulle decisioni di politica monetaria". L'economia dell'area euro inizia a mostrare chiari segnali di rallentamento: "L'incertezza sulle prospettive economiche è eccezionalmente alta e ci sono rischi al ribasso", ha ammesso il presidente dell'Eurotower, pur constatando come i fondamentali dell'economia restano solidi, anche se probabilmente la crescita di Eurolandia sarà al di sotto del potenziale. A pesare sull'espansione economica sono, in modo sempre più forte, i timori per le conseguenze (ancora "incerte") sull'economia reale della crisi dei mercati finanziari. Anche secondo il commissario europeo al mercato interno, Charlie McCreevy, "ancora non si conosce l'effettiva dimensione della crisi" e delle sue conseguenze. La decisione di lasciare i tassi fermi al 4% è stata presa all'unanimità dal consiglio direttivo. "Non ci sono state richieste - ha spiegato Trichet - né di tagli né di aumenti". Un'affermazione che gli analisti leggono come la possibile fine dell'atteggiamento rialzista dell'Eurotower, iniziato nel dicembre 2005 e terminato in agosto con la crisi dei mercati nonostante i 'falchi' del board abbiano spinto per un rialzo per contrastare l'ascesa dei prezzi. Certo è che l'inflazione, e questo Trichet non lo ha nascosto, continua a correre e questo preoccupa. "Prevalgono rischi al rialzo sulle stabilità dei prezzi. L'inflazione anche nei prossimi mesi si manterrà significativamente sopra il 2%, per poi rallentare ma solo gradualmente", ha aggiunto, ribadendo che la Bce resta impegnata a far sì che non si materializzino effetti di secondo livello sui salari e, più in generale, i rischi alla stabilità dei prezzi. Da qui l'invito alle parti sociali ad assumersi le proprie responsabilità nei rinnovi salariali, che l'Eurotower monitorerà da vicino, senza cedere alla tentazione di indicizzare i salari nominali alla crescita dei prezzi al consumo . "Facciamo il nostro lavoro. Il nostro mandato è chiaro", e cioé - ha ricordato - mantenere la stabilità dei prezzi al fine di contribuire alla crescita economica e dell'occupazione. E la decisione di lasciare oggi i tassi invariati, che ha raccolto il plauso del Fmi, si inserisce proprio in questo contesto: "ci consente di mantenere la stabilità dei prezzi". Il Fondo pur valutando positivamente l'operato dell'istituto di Francoforte, ha invitato la Bce a rispondere con flessibilità a un cambio di scenario, cioé ad abbassare i tassi per rilanciare l'economia, anche perché per il Fmi l'inflazione in Eurolandia tornerà a breve entro il target fissato dalla stessa Bce
21-06-2008
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