Aborto. Ferrara:"Mi sottoporrò alle analisi del sangue perché penso di avere la sindrome di Klinefelter"
ROMA. La battaglia 'pro_life' del direttore de 'Il Foglio' Giuliano Ferrara va avanti. Con un annuncio_shock e una decisione. L'annuncio: "Mi sottoporrò alle analisi del sangue perché penso di avere la sindrome di Klinefelter", la stessa malattia diagnosticata al feto abortito a Napoli alla 21ma settimana di gestazione. La decisione: il giornalista lascia la conduzione del programma 'Otto e mezzo' su La7 e conferma che presenterà le proprie liste solo al Senato.
"Farò il test per la sindrome di Klinefelter _ spiega il direttore del Foglio _ che è dovuta a un difetto dei cromosomi che determina tra l'altro un'alterazione degli organi sessuali; e siccome ho testicoli piccoli e grandi mammelle farò le analisi".
Sarà un "atto di solidarietà" con il feto abortito a Napoli: "Il bambino è stato ucciso perché aveva la sindrome di Klinefelter _ aveva affermato Ferrara ieri l'altro alla trasmissione ‘L'Infedele' _ non perché stesse per nascere con tre teste. E' morto un bambino che aveva una malattia. Questa per me si chiama eugenetica".
Ma la provocazione va oltre: Ferrara ha annunciato che la foto dei suoi testicoli, emblemi della malattia che ha portato all'aborto terapeutico di Napoli, verrà pubblicata sul "Foglio". Insieme a un'altra foto: quella di un suo assegno di 250mila euro che servirà per finanziare la campagna elettorale.
Quanto alle liste, Ferrara le presenterà solo al Senato, in Lombardia e Lazio, senza alcun accordo con altri partiti: "Non avrei mai pensato di fare quello che faccio adesso, candidarmi con una lista contro l'aborto, candidarmi a fare il ministro della Salute, diventando il bersaglio di una campagna di odio civile che le mie idee non meritano".
Insomma, la scelta di presentarsi alle elezioni è ormai definitiva. Il fine, come tiene a precisare lo stesso Ferrara, non è politico in senso stretto: "Una lista elettorale contro l'aborto _ scrive in un articolo per 'Panorama' _ non è una 'discesa in campo' per fare politica nel senso più ovvio del termine e non è un grido per punire legalmente le donne in gravidanza od obbligarle a partorire. Se tu affermi 'voglio obbligare una persona a partorire' sei un fanatico, se aggiungi ‘voglio punirti penalmente perché rifiuti la maternità' sei un fanatico. Ma se dici, come la lista per la vita e contro l'aborto 'voglio che la donna incinta sia un soggetto sociale privilegiato, voglio che sia libera di non abortire per ragioni materiali, di solitudine anche psicologica e morale, non sei né un fanatico né un cinico, sei un essere umano razionale".
Contro Ferrara si è espresso un antiabortista come il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni che ha detto di non condividere la lista 'pro_life' pur essendo delle stesse idee di Ferrara riguardo alla legge 194. Un segnale del clima che si surriscalda arriva da Padova: scritte contenenti minacce contro Ferrara per la sua campagna di revisione della legge sull'aborto sono comparse ieri in vari punti della città.
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26-08-2010












