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L'intervento/Le elezioni e l'opportunità di cambiare. Rialzati Italia

di Cesare Sassi*

19-02-2008

Durante i ventidue mesi di governo Prodi, il nostro Paese ha veramente toccato il fondo. Mai si era visto nella storia della Repubblica un'oppressione fiscale e giudiziaria di questo tenore, con l'introduzione di una cinquantina di nuovi modi per spremere il contribuente (67 modi nuovi per mettere le mani in tasca agli italiani che lavorano e producono) e senza il minimo sforzo per ridurre i costi della burocrazia.
Abbiamo visto l'incapacità operativa del ministro dell'Ambiente, il quale invece di risolvere i problemi, si è battuto per non costruire i termovalorizzatori, dimostrando incompetenza e sospetta miopia; quindi il desolante spettacolo dei rifiuti in Campania, che ha girato il mondo, con danni irreparabili per l'immagine degli italiani e dei loro prodotti: agricoltura in ginocchio e alberghi vuoti. Abbiamo assistito all'apertura indiscriminata delle frontiere, con un notevole aumento della criminalità, con uno storico calo della sicurezza dei cittadini ed una conseguente riduzione del turismo. Abbiamo verificato una ridotta espansione dell'economia, mentre le tasse continuano ad aumentare, generando una situazione veramente allarmante per le prospettive di sviluppo e di occupazione.
Tutti sono stanchi di questa classe politica, che parla troppo e che lavora poco, o meglio, che conclude veramente poco nell'interesse dei cittadini, che pagano sempre più tasse e che si sentono sfruttati da questa casta intrigante, sempre più privilegiata e sempre più chiacchierata.
E' il momento di cambiare, c'è bisogno di gente seria e responsabile a tutti i livelli, che curi l'interesse dell'Italia e degli italiani, con sacrificio e dedizione e non di ciarlatani che mirano esclusivamente al proprio tornaconto, calpestando gli ideali ed i programmi per i quali sono stati eletti.
Il 13 Aprile andremo a votare e tutti dobbiamo contribuire con il nostro voto ad un sensibile cambiamento; soprattutto gli italiani residenti all'estero, che sono stati sfruttati e presi in giro dai loro parlamentari, con cultura, ideologia e censo diversi, ma con un'unica caratteristica in comune: rappresentare solo se stessi, in tutte le occasioni, infischiandosene dei problemi dei connazionali residenti all'estero e con il coraggio di chiedere ancora il loro voto.


*Presidente del Comites di Miami