La politica

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano

Napolitano. Voto mai inutile. Il presidente interviene nella polemica sulle elezioni

21-03-2008

ROMA. "Il voto non è mai inutile". Dalla sua visita di Stato in Cile, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano interviene nella polemica del voto utile alle elezioni di aprile. E puntualizza: "Ciascuno dà il voto secondo la sua valutazione, il suo giudizio, al partito che ritiene più vicino, più affine o più importante ai fini del rinnovamento politico del Paese". Parole che vengono accolte con favore dai piccoli partiti, impegnati da giorni a smontare il duopolio Pd-Pdl.
Bene Napolitano, osserva il segretario del Prc Franco Giordano: "Il suo messaggio fa giustizia delle chiacchiere propagandistiche sull'inutilità del voto se non per i due partiti maggiori". E anche il candidato premier della Sinistra Arcobaleno, Fausto Bertinotti, parla di affermazioni che "illuminano questa opaca campagna elettorale". Stessa linea dal candidato dell'Unione di Centro, Pier Ferdinando Casini, secondo il quale "il voto utile per Berlusconi e Veltroni sta diminuendo" e "l'unico voto utile è quello libero". Perfino il leader de La Destra, Francesco Storace, si può dire "finalmente d'accordo con Napolitano". Mentre il numero uno dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio, chiede che "tutti ascoltino l'appello del presidente della Repubblica".
I leader dei due partiti maggiori incassano. Il Cavaliere ribadisce che a suo avviso "chi vota i piccoli partiti fa un favore a Veltroni e nel centrodestra l'unica forza politica che ha l'opportunità di avere successo è il Pdl". Il candidato premier dei democratici, dal canto suo, sottolinea che "é una grande festa della democrazia che tante persone partecipino". E mentre il vicepremier Massimo D'Alema spiega di avere sempre sostenuto che il voto inutile non esiste, anche il numero due di Veltroni, Dario Franceschini definisce "sagge e serie" le parole del capo dello Stato. Certo, Pd e Pdl, che in più occasioni hanno chiesto un voto per i due partiti maggiori, si vedono comunque costretti a puntualizzare meglio la propria posizione. Così, Franceschini la definisce una semplice "constatazione" relativa a una legge elettorale che regala il premio di maggioranza a chi ha anche solo un voto in più. Quindi, riassume Franceschini, si può scegliere di dare "un voto sentimentale o per determinare chi governerà il Paese". Se la governabilità è un principio da difendere quanto la rappresentatività, è il ragionamento anche del Pdl con Maurizio Gasparri, allora visto che "sono in lizza due grandi compagini che si confrontano, in un'ottica bipolare va scelta quella in grado di garantire stabilità governativa".
Dal Cile, il presidente della Repubblica interviene anche sulle polemiche di questi giorni sui costi della politica e sulla "casta" dei politici bocciando un certo "qualunquismo" su questi temi. Non si possono lasciar correre, è l'invito di Napolitano, "cose che si leggono qua e là e rappresentano i parlamentari come una specie di fannulloni avidi". E in questo caso il plauso è bipartisan e va dai socialisti che con Boselli approvano il no a "un qualunquismo che colpisce in primo luogo la democrazia parlamentare", al Pd, con Pierluigi Castagnetti, che parla di un intervento "ineccepibile" contro "il qualunquismo e chi disprezza il voto dato agli avversari", fino all'azzurro Maurizio Lupi che osserva come il capo dello Stato "restituisce dignità, voglia e passione a chi intende la politica come un servizio a favore della gente".