New York. Cuomo indaga sul mistero delle e-mail scomparse
UN ADIRATISSIMO Andrew Cuomo mercoledì notte ha inviato una richiesta al Ceo della NYS Power Authority d'appurare chi avesse cancellato tutte le e-mail dalla hard-disk di Daniel Wiese, l'ispettore generale dell'ente scelto da Pataki nel 2003 (con uno stipendio da 181,000 dollari all'anno).
Quando alcuni mesi fa il nome di Wiese era emerso nell'inchiesta condiotta dal district attorney di Albany su presunte illegalità commesse dalla polizia statale, l'ispettore generale della NYS Powew Authority era stato sospeso dal suo incarico, senza però perdere lo stipendio. Fino a ieri, quano l'ente ha annunciato che è stata tolta a Wiese ogni forma di compenso.
L'inchiesta speciale, che su ordine del governatore Paterson il D. A. statale Cuomo affidò alla ex- procuratrice federale Sharon McCarthy il 1 aprile, ha fruttato la scoperta della manomissione delle prove (cioè le e-mail) dal computer di Wiese, e ha portato alla sua defenestrazione. Secondo alcune fonti di Albany, l'incriminazione di Wiese e dei suoi complici, tra cui Laura DiMichelle e il viceispettore capo Albert Swanson, sarebbe imminente.
La rimozione delle e-mail risale appunto al 1 aprile - una coincidenza che ne fa risaltare l'intento criminale. Tutto ora fa credere che Wiese sia il capo della polizia segreta statale newyorkese su cui già sono scorsi fiumi d'inchiostro. Politici d'ambo i partiti sostengono di essere stati spiati dalla ‘banda Wiese' e di cui egli pare abbia tenuto le redini anche dopo d'aver lasciato la polizia statale dopo 25 anni di servizo. La più recente manifestazione delle azioni illegali della statale pare risalgano allo spionaggio nei confronti del leader del Gop Joseph Bruno su ordine dell'ex governatore Spitzer.
Joe Bruno ha commentato causticamente: "Secondo voi perché qualcuno si sarebbe preso la briga di cancellare tutti i contenuti dei dischi fissi?" L'ex colonello della statale, insomma, sembra che si fosse calato alla perfezione nel ruolo di doppiogiochista.
Andy Cuomo, che di queste cose pare se ne intenda bene, ha ordinato a Roger Kelley, il Ceo della Power Authority di scavare nell'archivio per rilevare elettronicamente se le e-mail incriminante esistano ancora da qualche parte, magari in una copia di sicurezza.












