La città

New York. Tira e molla sul West Side. A rischio il progetto del nuovo deposito dei treni

di Riccardo Chioni

11-05-2008

LA BRUSCA impennata del progetto per lo sviluppo del deposito dei treni nel West Side di Manhattan è imbarazzante un po' per tutti gli attori coinvolti. Anzitutto per il costruttore la cui reputazione è a rischio, l'authority Mta che contava sui soldi per i suoi grandi lavori e l'amministrazione Bloomberg che aveva sbandierato anzitempo la trasformazione di un'area ex industriale in un'opera destinata ad essere ricordata. Non c'è quindi da meravigliarsi se Michael Bloomberg si sta adoperando anche fuori sede per ricucire lo strappo di questo accordo del valore di un miliardo di dollari per lo sviluppo di un'area desolata del West Side di Manhattan, dove esiste solo il deposito dei treni.
L'accordo tra Tishman Speyer Properties - che controlla Rockefeller Center e il Chrysler Building - e la Metropolitan Transportation Authority si era arenato su alcune proposte dei primi ritenute improponibili, tra cui la modifica al piano regolatore e i termini dei pagamenti. A sei settimane di distanza da quando con grande squillo di trombe era stato annunciato l'accordo per lo sviluppo dei 26 acri sopra il deposito dei treni, una zona considerata l'ultima spiaggia a Manhattan per realizzare la migliore opportunità di costruire, adesso si tenta di scongiurare il peggio.
Il sindaco, che si trova a Londra, si è precipitato a dichiarare che non è il caso di intonare la marcia funebre perché "l'accordo non è affatto morto". "La Hudson Yards è la più eccitante opportunità che offre New York", ha sottolineato Bloomberg dopo aver incontrato il suo omologo londinese, Boris Johnson. Prima di lasciare il sindaco aveva aggiunto che la City è impegnata a fondo nello sviluppo della Hudson Yards, facendo osservare che è compresa anche l'estensione della linea 7 della metropolitana. "Sarà realizzato tutto. Anche il prolungamento della linea 7 sarà fatto", aveva incalzato Bloomberg. Dopo l'incontro col sindaco di Londra, Michael Bloomberg ha ricevuto in forma privata nella sua residenza della capitale inglese il capo dei negoziatori Rob Speyer e suo padre, Jerry, arrivati appositamente da Milano dove si trovavano per appuntamenti con investitori. Tutti abbottonati sul contenuto dell'incontro, ma un primo risultato Bloomberg lo ha già ottenuto nel tentativo di ricucire lo strappo. Domani le parti interessate siederanno di nuovo attorno al tavolo a New York per cercare di smussare gli ostacoli, anche se l'Authority ha già fatto sapere che Tishman deve far rientrare improponibili richieste imposte all'ultimo momento, o è inutile proseguire una trattativa che non è tale.
Giovedì scorso le discussioni si erano bloccati quando la Tishman Speyer ha tentato di posporre i suoi pagamenti per parte del progetto ed ha richiesto la modifica al piano regolatore secondo la visione del progettista per cui è richiesta l'approvazione del consiglio comunale che necessita un percorso burocratico di almeno 18 mesi di attesa. Tishman Speyer aveva vinto la gara proseguita cinque mesi che aveva visto impegnati i più noti e qualificati costruttori per realizzare l'ambizioso progetto della West Side Rail Yards, offrendo alla Mta poco più di un miliardo di dollari per un contratto d'affitto lungo 99 anni.
Le stravaganti richieste del costruttore erano state accolte come un fulmine a ciel sereno dall'Authority. "All'improvviso si sono presentati con delle assurdità che cambiano tutto" ha commentato Gary Dellaverson capo negoziatore dell'Authority, il quale ha però aggiunto "ci hanno chiesto di incontrarci di nuovo e lo faremo, ma non nutro alcuna aspettativa". E ciò significa che se Tishman Speyer Properties resterà sulle sue posizioni e l'Authority lascierà cadere l'offerta, il progetto intero entrerà nell'area di parcheggio per parecchio tempo. Perché L'Authority dovrà di nuovo iniziare il procedimento di scelta di un altro costruttore tra i quattro che avevano partecipato sin dall'inizio alla gara. Solo che questa volta, l'asso sarà nella manica del costruttore, perché secondo alcuni esperti del mercato immobiliare è plausibile sospetrtare che il valore dell'accordo è destinato a scendere.
Bloomberg tuttavia si dice convinto che l'accordo si farà. Va ricordato però che Tishman Speyer a conti fatti si trova adesso di fronte ad alcuni dilemmi da risolvere. A partire dal fatto che ancor prima di posare il primo mattone del complesso di edifici, dovrà spendere 2 miliardi tra piattaforme di cemento armato e colonne sul deposito di treni. Inoltre, il suo partner e principale inquilino del nuovo complesso, Morgan Stanley gli ha voltato le spalle e anche altri tentativi di portare altri grandi gruppi come Condé Nast Publications e la New Corporation sono andati clamorosamente a vuoto.