Giro. Una vittoria per due. il primo è Riccardo Riccò, il secondo Franco Pellizotti
AGRIGENTO. Sono due i ciclisti che sorridono con il volto rivolto verso l'affascinante Valle dei Templi: il primo è Riccardo Riccò, della Saunier Duval-Scott, il secondo Franco Pellizotti, della Liquigas, rispettivamente vincitore della tappa di ieri partita da Cefalù e conclusasi ad Agrigento, e nuova maglia rosa del 91/mo Giro d'Italia.
È ancora presto per affibbiare delle etichette, difficile prevedere chi potrà essere il padrone di un Giro che si preannuncia equilibrato, combattuto, emozionante e ricco di sorprese. Proprio come si conviene a una corsa di alto profilo tecnico. Dopo la vittoria "pulita", all'insegna della lotta contro il doping, conquistata sabato un po'a sorpresa dalla statunitense Slipstream, ieri è stata la faccia pulita di Riccò a svettare sul traguardo di Agrigento, al termine di uno sprint difficile, estenuante, caratterizzato dalla fuga dello spagnolo Rodriguez che, però, ha sbagliato i tempi della sua azione. Proprio come capitò al "Diablo" Claudio Chiappucci a fine agosto '94, in occasione del Mondiale su strada disputato sul circuito della Valle dei Templi: stesso scenario, interpreti diversi, identico risultato. Rodriguez parte sulla salita di poco meno di 2 km, ma sulle ultime rampe si accorge che le gambe gli pesano una tonnellata e si pianta di brutto con la sua bici. Morale: viene risucchiato dai big che arrivano a velocità supersonica, anche in relazione al fatto che erano reduci da oltre 200 km di corsa e da una salita ripetuta due volte, e si perde nelle posizioni di rincalzo.
Il coraggioso Rodriguez finisce comunque settimo, mentre a vincere è Riccò, che batte Di Luca in una volata all'ultimo respiro.
Il vincitore non si mette alle spalle non solo la maglia rosa dell'anno scorso, ma anche vecchie volpi dei pedali come Rebellin e Savoldelli. Pellizotti ringrazia, con il suo quarto posto, ed è la nuova maglia rosa, sia pure per un solo secondo sull'americano Vandevelde, che oggi potrebbe anche rifarsi. Pellizotti punta a indossare la maglia rosa fino a Milano, per sua stessa ammissione nel dopo tappa, ma non sarà facile, visto che i soliti noti sono lì a una manciata di secondi. E comunque è ancora presto per le previsioni, per i salti nel futuro.
Oggi, il Giro d'Italia esaurisce l'ultima fatica siciliana, che offre peraltro la prima vera rampa oltre i mille metri, ma l'arrivo di Milazzo dopo la partenza da Catania è per velocisti. La maglia rosa, dunque, non dovrebbe cambiare padrone.
Intanto, lasciano la corsa rosa Igor Astarloa, campione del mondo nel 2003 (una gastroenterite lo ha messo ko, secondo quanto riferisce il Team Milram), e Zabriskie della Slepstream, per il quale la stagione si può considerare finita. L'americano, infatti, è rimasto coinvolto in una caduta a causa di un passaggio a livello e alla fine è stato portato in ospedale dove dalle radiografie è risultato che abbia una vertebra rotta.
A parte gli ultimi due sfortunati protagonisti, nell'elenco dei delusi può trovare posto anche Danilo Di Luca che, dopo avere messo la squadra davanti negli ultimi 10 km di corsa, è stato battuto per un pelo allo sprint. Ma anche lui avrà modo di rifarsi. Il Giro è ancora lungo.












