La politica

Il neoministro degli Esteri Franco Frattini

Libano. Frattini al lavoro. Da Italia invito al dialogo

12-05-2008

ROMA. Un invito al dialogo e alla moderazione e a cogliere la finestra di opportunità che si apre con una pausa degli scontri in Libano che potrebbe non durare a lungo. È questo il messaggio e il senso del week end di lavoro del neoministro degli Esteri Franco Frattini, insediatosi alla Farnesina in un momento drammatico per le sorti del Paese dei cedri.
Sono giorni, e forse ore, probabilmente decisive a Beirut e per il nuovo capo della diplomazia italiana è stato un fine settimana di lavoro intenso in continuo contatto con le ambasciate italiane a Beirut e al Cairo, dove ha sede la Lega Araba, uno degli attori potenzialmente decisivi in questa nuova crisi libanese. Il primo problema del quale Frattini e l'intera struttura della Farnesina, con l'Unità di crisi in primo piano, si è dovuto occupare è stata l'emergenza per la messa in sicurezza degli italiani nella capitale libanese.
Un'emergenza che al momento è fortunatamente rientrata. Più articolato e complesso è invece il dossier politico con la diplomazia che cerca di riportare il dialogo e la moderazione dopo i durissimi scontri dei giorni scorsi.
Il messaggio che l'Italia ha cercato di far passare verso le autorità libanesi è quello di lavorare per cogliere la finestra di opportunità che si apre in questa pausa degli scontri, una pausa che potrebbe non durare per molto tempo.
In questo senso vanno le proposte del primo ministro Fuad Siniora il quale ha proposto un pacchetto di tre punti: governo di unità nazionale con componenti equilibrate, una veloce elezione del generale cristiano maronita Michel Suleiman a presidente della repubblica, possibilmente già martedì, una riforma della legge elettorale. È un pacchetto sul quale, secondo l'Italia e secondo quanto spiegano fonti della Farnesina, bisognerebbe lavorare subito approfittando appunto della pausa degli scontri e dell'atteggiamento di queste ore proposto da Hezbollah.
Hezbollah, infatti, sembra aver rinunciato per il momento alla prova di forza dopo aver ritirato le sue milizie.  Frattini, spiegano le stesse fonti della Farnesina, è rimasto in questi giorni in contatto anche con l'ambasciatore italiano al Cairo Claudio Pacifico il quale ha anche lo status di osservatore presso la Lega Araba.


Se Amr Moussa, segretario generale della Lega Araba, riceverà questo tipo di mandato dovrebbe, nell'ottica italiana, recarsi subito a Beirut per confermare quel ruolo di fattore equilibrante che la Lega Araba ha saputo avere spesso nella crisi libanese.  
Infine si è lavorato nell'ambito del gruppo Friends of Lebanon, il gruppo di contatto per il Libano, che domani sera avrà una conferenza telefonica a livello di ministri degli Esteri per fare il punto della situazione anche alla luce della riunione della Lega Araba e in vista della riunione per l' elezione del presidente libanese.