Dall'Italia

Napolitano ai neo giudici. "Non siate protagonisti"

13-05-2008

ROMA. Ai magistrati in tirocinio, ricevuti al Quirinale assieme al vicepresidente del Csm Nicola Mancino e al ministro della Giustizia Angelino Alfano, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha raccomandato innanzitutto di "non cedere ai protagonismi e alle esposizioni mediatiche e di accostarsi al processo con coraggio e umiltà, ponendo attenzione al rispetto delle parti e dei loro diritti. Li ha invitati inoltre "ad una adeguata preparazione preventiva del singolo caso sottoposto al giudizio in modo che il processo possa svolgersi, come deve, in un clima di serietà, dignità e riservatezza, com'è necessario".  "Serenita, impegno, laboriosità ed equilibrio - ha aggiunto Napolitano - sono per i magistrati il primo presidio della loro autonomia e indipendenza", le norme che tutelano tali principi devono indurre a operare "con responsabilità, imparzialità, riserbo e solerzia".
Il presidente ha poi messo in guardia dai ritardi "purtroppo non infrequenti" che talvolta determinano "clamorose scarcerazioni di imputati o indagati per delitti allarmanti o odiosi". Occorre evitare che ciò accada perché "mina il prestigio della magistratura e getta discredito" anche sulla maggioranza dei magistrati che fanno di tutto per evitare simili conseguenze.  La credibilità della magistratura, ha aggiunto, deve essere difesa anche con l'attività di vigilanza dei capi uffici, che devono agire con "tempestività e rigore". Altra raccomandazione: restare nei limiti delle proprie competenze, applicare e far rispettare le leggi coniugando rigore e scrupolosa osservanza dei principi del giusto processo e delle garanzie cui hanno diritto tutti i cittadini, "essere e anche apparire autonomi e indipendenti".
Ai nuovi magistrati, Napolitano ha ricordato che si conta su di loro anche per affrontare "la più grave anomalia del nostro ordinamento, l'eccessiva lunghezza dei processi". Innanzi tutto, ha detto, occorre organizzare meglio gli uffici, incentivando quelli "virtuosi", senza affidare l'intero compito a innovazioni delle norme. Un passo in questa direzione, ha detto il capo dello Stato, si è fatto indicando fra i parametri alla base delle valutazioni quadriennali dei magistrati le loro capacità organizzative, di relazione e di sintesi. Ma è anche importante, ha detto Napolitano ai magistrati in tirocinio, "la vostra capacità di calarvi nella realtà del Paese, facendovi carico delle ansie quotidiane e delle aspettative della collettività" senza dimenticare che al centro di tutto deve restare sempre "l'uomo con i suoi problemi e le sue ansie di giustizia". La formazione dei magistrati, ha concluso Napolitano, è importante e non può essere una volta per tutte e ad essa si deve unire "una compiuta coscienza giudiziaria che è indispensabile per un uso deontologicamente corretto dei poteri di giudice o pubblico ministero".