Genetica. Creato e già distrutto il primo embrione umano alla Cornell University
WASHINGTON. In sordina, senza che quasi nessuno se ne accorgesse, è già stato creato e peraltro distrutto il primo embrione umano geneticamente modificato: il primo passo tangibile verso la messa a punto del ‘bambino su misura' è stato compiuto nei laboratori della Cornell University di New York circa un anno fa.
Eppure, della ricerca presentata al congresso scientifico della ‘Società americana per la medicina riproduttiva' lo scorso autunno, se ne ha avuta notizia solo ora. E a confermare l'avvenuto esperimento al New York Times, sia pure tentando di limitarne la portata, è stato lo stesso autore dello storico test, Zev Rosenwaks, direttore del Centro per la medicina riproduttiva della Cornell University. Rosenwaks ha fatto presente che l'esperimento è stato condotto su di "un embrione inutilizzabile per le tecniche di fecondazione assistita, che cioé non avrebbe mai potuto diventare un bambino vero", ed ha detto che l'obiettivo della sua ricerca era relativo semplicemente all'utilizzo di cellule staminali.
Inoltre, il comitato di esperti della Cornell University aveva approvato lo studio che era stato finanziato privatamente e perciò - sempre secondo il suo autore - non avrebbe violato la legge federale statunitense che restringe il campo dei possibili test su embrioni umani.
Di fatto, il team della Cornell ha inserito il gene di una proteina fluorescente nell'embrione umano unicellulare per poter verificare se il gene sarebbe stato ereditato dalle cellule formatesi successivamente. Come nelle premesse, a tre giorni dall'avvio del test, Rosenwaks ha osservato che "tutte le cellule dell'embrione emanavano luce fluorescente".
Secondo i portavoce dell'Istituto nazionale per la salute Usa, il lavoro condotto alla Cornell non aveva bisogno di approvazione del governo in quanto un embrione in provetta non é considerato una persona. Ma sono già molti i bioetici che hanno fatto suonare il campanello d'allarme, rilevando che le tecniche utilizzate potrebbero venire sfruttate da altri per creare bambini ‘modificati' più belli, sani, alti e quant'altro.
"In particolare - secondo Marcy Darnovsky, direttore del Centro per la Genetica e la Società, che svolge una funzione a difesa del consumatore - gli scienziati della Cornell hanno compiuto un passo oltre i limiti sinora prefissati senza aver sollecitato una discussione pubblica sul tema".
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30-06-2008












