Dal Mondo

India. Bombe a Japour. Decine di morti

14-05-2008

NEW DELHI. Una raffica di attentati ha colpito ieri Jaipur, meta del turismo mondiale e capitale del Rajasthan, nell'India nord-occidentale, uccidendo almeno 60 persone e ferendone altre 150.
La ‘città rosa', come è soprannomi-nata Jaipur, è stata scossa nella serata locale da almeno sei esplosioni nel giro di una ventina di minuti, alcune delle quali in un'area di un chilometro quadrato nel centro storico.
Secondo fonti di polizia, le bombe, di medio e alto potenziale, sono state fabbricate con esplosivo RDX e cuscinetti a sfera di ferro, azionati da timer. L'ultimo bilancio è stato fornito in una conferenza stampa dal primo ministro dello stato del Rajasthan, Vasundhara Raje, una esponente del partito nazionalista. Fonti del ministero dell'interno, citate dalla televisione indiana, puntano il dito contro un gruppo terrorista originario del Bangladesh, Harkut-ul-Jehadi Islami(HuJI), che avrebbe organizzato nei dettagli gli attentati, ma spunta pure il nome del gruppo terrorista kashmiro del Lashkar-e-Taiba, responsabile di numerosi attacchi molto cruenti nel paese. Oltre ai sei (alcune fonti parlano di sette) ordigni, altri tre sono stati trovati inesplosi e disinnescati.
Le bombe sono state piazzate nei luoghi più affollati della città, colpendo anche zone con i monumenti più noti ai turisti, come il Palazzo dei Venti, l'Hawa Mahal, simbolo della città. Erano circa le 19.30 ora locale, le 16 in Italia, quando la prima bomba è esplosa nei pressi della stazione di polizia di Manas Chowk. Nel giro di pochi minuti gli altri ordigni, uno posizionato in un auto, altri su biciclette e ciclorisciò, sono esplosi in altre zone del centro storico colpendo mercati solitamente affollati di turisti: Johari Bazar, Tripolia Bazar, Badi Choupal, Choti Choupal, e l'area di Kotwali. In questi giorni però, a causa del caldo, la presenza dei turisti è minima. Colpiti anche due importanti templi dedicati al dio scimmia Hanuman, che proprio ogni martedì attirano molti pellegrini. Una nutrita folla di devoti hindù si trovava nei pressi del tempio del dio scimmia a Tripolia Bazar, dove alcune persone sono morte per la calca derivata dal fuggi fuggi. Nei pressi del tempio le squadre speciali della polizia hanno trovato e disinnescato un'altra bomba.
L'intelligence indiano, che ha detto di aver avuto nei giorni scorsi informazioni riguardo a un possibile attentato, sta controllando telefonate statali e internazionali partite e arrivate nelle ultime 48 ore da Jaipur.
La polizia ha chiuso tutte le strade di accesso alla città come pure le frontiere dello Stato del Rajasthan, che confina sia con il Pakistan che con il Kashmir. New Delhi, Mumbai e altre grandi città, tra le quali la sacra Varanasi, sono state messe in stato di massima allerta. Jaipur, insieme a Delhi e Agra - dove sorge il palazzo di Taj Mahal - fa parte del triangolo d'oro, i tre luoghi più visitati d'India. La ‘città rosà, 260 chilometri da New Delhi, accoglie ogni giorno dai 4.000 ai 5.000 turisti in media, 2.000 dei quali sono stranieri ed è giudicata sicura.
L'ultimo attentato che si ricorda nello stato del Rajasthan è dell'anno scorso, quando una bomba esplose dinanzi al santuario sufi Khwaja Moinuddin Chishti di Ajmer, ad un centinaio di chilometri da Jaipur, facendo due vittime. Nel 2006, a settembre, quattro ordigni esplosero nella moschea di Malegaon, nello stato del Maharashtra nell'India centrale, facendo 35 vittime. Anche in quella occasione le bombe furono piazzate su biciclette.