Dal pugno duro alla carezza. Le severe "Rockefeller drug laws" potrebbero essere ritoccate
TRENTACINQUE ANNI dopo l'emergenza ‘crack', pare che sia giunta l'ora di abrogare le ‘Rockefeller Drug Laws'. Negli anni Settanta il governatore Nelson Rockefeller (nella foto) ottenne l'ok per promulgare leggi severissime al fine di fronteggiare la massiccia diffusione di stupefacenti in città. Le Drug Laws si applicano automaticante e si rischiano parecchi anni di andare in carcere anche per il possesso di poche once di droga.
Nel 2004/5 si eseguirono i primi piccoli ritocchi. Il passare del tempo ha cambiato i gusti dei consumatori e ha reso accessibili altre droghe che una volta solo pochi potevamo permettersi. L'opinione pubblica, grazie al vertiginoso calo della criminalità connessa al traffico degli stupefacenti, si è ammorbidita su questo e oggi solo irriducibili puristi "à la Javert" dei Miserabili, continunano a chiedere l'applicazione piena di queste leggi.
L'Assemblea di Albany (a maggioranza democratica), guidata dallo speaker Sheldon Silver, è sempre stata propensa alla riforma delle ‘Rocky Laws', e in settimana le 6 commissioni che si occupano dei temi sociali hanno avviato a Manhattan una serie di udienze pubbliche sui disegni di legge che dovrebbero modificare le Drug Laws. Il secondo incontro con i cittadini si terrà domani a Rochester.
In Senato (a maggioranza repubblicana) la riforma incontrerà quasi sicuramente notevoli difficolta, anche se non troverà più il fronte monolitico di qualche anno fa. Questo perché comminare pene troppo gravi sul consumo di stupefacenti oggi urta la coscienza generale e perché è proprio a causa dell'irriducibilità su alcune posizioni che la maggioranza in Senato del Gop si è ridotta al lumicino. Quattro anni fa per apportare qualche leggera modifica si dovette smuovere una montagna sia nella camera alta che in quella bassa - e in Senato, per 20 anni, qualsiasi emendamento alle ‘Drug Laws' non ha superato il vaglio della commissione. L'identico destino toccato al disegno di legge per estendere a 25 anni il limite della prescrizione dei reati di pedofilia - e che Bruno, un cattolicissimo, blocca perché potrebbe incidere nei rapporti che il leader del Gop ha con la Chiesa.
Molti dei legislatori che 35 anni videro l'approvazione delle ‘Drug Laws' sono ancora sugli scranni. Uno di essi è Joseph Lentol, democratico di Brooklyn, che nel 1973, votò contro di esse, e che dice: "Ricordo come se fosse oggi quando Rockefeller firmò. E se ero sfavorevole allora, oggi lo sono mille volte di più. Siamo in dirittura di arrivo e vedo il traguardo".
I sostenitori delle ‘Drug Laws' affermano che è anche grazie a queste misure se il numero degli omicidi in città è calato dai 1140 del 1970 ai 496 del 2007. A loro rispondo Lentol: "Se pensate che le ‘Drug Laws' abbiano ridotto gli omicidi, dovete spiegarmi come mai tra il 1970 e il 1990 i casi di assassinio salirono a 2,245 all'anno. Le cause della riduzione nelle incidenze criminali sono da ricercare altrove e non in leggi simili, che se la prendono con i pesci piccoli e per reati non violenti".












