Opposizione costruttiva all'orizzonte
ROMA. Sulle riforme ‘esplode' il dialogo tra maggioranza e opposizione. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, nel suo discorso per la fiducia alla Camera, fa appello ad "una volontà comune" per cambiare le "regole del gioco istituzionale" e assicura che il dialogo "può partire subito" e che "nessuno deve sentirsi escluso".
Poi elogia l'idea del ‘governo ombra', definendolo "uno strumento di osservazione e di interlocuzione" e invita tutti a "respirare a pieni polmoni quest'aria nuova" perché, se il governo sarà messo in grado di decidere, "non avrà interesse a considerare colleghi e avversari come nemici". L'Italia, incalza, "non ha tempo da perdere" è arrivato il momento di fare "riforme condivise".
L'apertura del Cavaliere sulle prime sorprende, ma poi ‘conquista' alcuni esponenti del Pd, come Ermete Realacci e Maurizio Migliavacca, che applaudono insieme al Pdl il discorso del premier. E la reazione di Piero Fassino non è certo improntata allo scontro, tanto che alla fine il battimano viene ricambiato perché le parole dell'ex segretario Ds vengono applaudite da Berlusconi e dal ministro degli Esteri Franco Frattini che gli siede accanto in Aula.
Il Pd, avverte Fassino, non voterà la fiducia al governo del Pdl, ma farà un'opposizione "non pregiudiziale e né sorda, né cieca". "Ad un'intesa istituzionale capace di modernizzare il Paese dandogli forti assetti - assicura - noi siamo pronti. Se ci saranno possibilità di convergenza non avremo imbarazzi a dichiararla".
Ben disposto, ma un po' più scettico il commento di Luciano Violante, ex presidente della Camera e della commissione Affari Costituzionali di Montecitorio, secondo il quale quello che si é creato è senz'altro "un clima positivo per fare le riforme", ma prima sarebbe meglio aspettare che "alle parole seguano i fatti". E se il Pd, a parte Pierluigi Bersani che usa toni più aggressivi ("noi faremo un'opposizione seria e civile non organizzeremo simpatiche merende a base di salumi e champagne in quest'Aula..."), apre la porta al dialogo, ben diverso è il discorso in casa Udc ed Idv. "Non posso votare la fiducia a questo governo - spiega il centrista Bruno Tabacci - perché sono parte di un'opposizione di centro" che il Pdl "fa fatica a riconoscere".
L'Udc infatti accusa Berlusconi di preferire il ‘governo ombra' di Veltroni e di aver puntato tutto ormai sul sistema bipartitico che invece dovrebbe abbandonare. Ancora più critico è il leader dell'Idv Antonio Di Pietro secondo il quale "la mano tesa da Berlusconi all'opposizione è come la zampa che tende il lupo all'agnello". "Si è trattato solo - osserva Di Pietro - di un discorso papista e pseudo-buonista, di chi vuole addormentare le coscienze e non vuole essere disturbato come manovratore, di chi chiede di essere lasciato fare quel che vuole".
Ma, e questa è l'accusa dell'ex ministro, il Cavaliere ha "taciuto sul conflitto d'interessi; sulla giustizia e su come intende combattere gli evasori".
Approfittando del nuovo clima di dialogo, il Pdl ha depositato una proposta di riforma costituzionale che prevede la riduzione del numero dei parlamentari e l'abolizione del bicameralismo perfetto: temi sui quali ormai c'é un accordo di massima. Il testo, che porta come prima firma quella del vicepresidente dei deputati del Pdl Italo Bocchino, riprende in gran parte la riforma approvata in commissione Affari Costituzionali nella precedente legislatura. Ma il primo vero "banco di prova" di questa "luna di miele" tra i poli, avverte il leghista Roberto Calderoli, sarà la legge elettorale per le europee che dovrà essere cambiata in tempi rapidi. E poi c'é il pacchetto sicurezza del governo sul quale però il centrosinistra non nasconde di avere dei dubbi.
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