Il fatto

Consolati. Si potrà fare tutto con Internet

15-05-2008

AL CONSOLATO di New York (e non solo) cambia la musica: si entra nell'era della digitalizzazione. Nei prossimi mesi la Farnesina attiverà infatti una nuova piattaforma informatica che permetterà l'erogazione on-line dei servizi consolari, quali l'avvio del rinnovo del passaporto o l'aggiornamento dei dati anagrafici. Insomma, basta code: si potrà fare tutto online. L'iniziativa è stata presentata ieri dal ministero degli esteri al Forum della pubblica amministrazione a Roma.
Con un clic sul computer, chi si collega al proprio consolato di riferimento potrà per esempio consultare sul video lo stato di una pratica, oltre a comunicare il cambio di residenza, prenotare eventuali appuntamenti, segnalare lo smarrimento o il furto di un documento, compilare la richiesta, o il rinnovo, del passaporto. Il progetto è stato definito un "miracolo tecnologico" dal capo della redazione esteri del Tg1 Paolo Mastrolilli, che ha partecipato alla presentazione al Forum a Roma insieme ai responsabili dell' iniziativa nella Farnesina, il direttore generale per gli italiani all'estero e le politiche migratorie, Carla Zuppetti, e il capo del servizio per l'informatica, le comunicazioni e la cifra, Massimo Civitelli.
La tempistica per il funzionamento a regime di questi veri e propri "consolati domestici" prevede che dalla fine dell'anno il 50-60% delle rappresentanze consolari entreranno in un nuovo ‘sistema integrato' telematico chiamato Sifc, che permetterà la razionalizzazione delle procedure di lavoro. Il passaggio successivo sarà proprio quello della nascita dei servizi consolari via web, prevista per l'autunno del 2009. I responsabili della Farnesina hanno tra l'altro ricordato come l'Italia sia l'unica nazione al mondo che rilascia passaporti elettronici direttamente all'estero.
Il servizio è iniziato il 26 ottobre del 2006 e da quella data allo scorso 30 aprile i passaporti rilasciati con questa modalità sono stati circa 450 mila. Fra i numerosi vantaggi derivanti dall'iniziativa presentata ieri a Roma c'è quello di poter sopperire ai problemi che molti italiani affrontano nei paesi dove la lontananza geografica dalle sedi consolari è molto spesso un ostacolo difficile da superare. "È il caso per esempio del 70% degli italiani in Sudamerica", ha sottolineato Carla Zuppetti, che ha ricordato come la mole di lavoro che affrontano i consolati dipenda non solo dai documenti per gli italiani, ma anche da quanto richiesto dagli stranieri di origine italiana (un vero ‘esercito', visto che "sono per esempio 5 milioni a San Paolo", un terzo del totale della megalopoli brasiliana"), oltre che dai visti d'ingresso richiesti alle nostre autorità dagli stranieri.
Il progetto ha d'altra parte una ricaduta importante all' interno della pubblica amministrazione italiana, visto che, ha ricordato Civitelli, "migliorerà l'efficienza di ogni singola amministrazione, darà più trasparenza della spesa pubblica, permetterà di condividere le informazioni tra i diversi uffici della pa, e rafforzerà la qualità dei servizi offerti".