Il governo ottiene la fiducia anche al Senato
173 i voti favorevoli, 137 i contrari, 2 gli astenuti. In aula erano presenti 313 senatori, 312 i votanti. Assenti al voto i senatori a vita Carlo Azeglio Ciampi, Rita Levi Montalcini, Oscar Luigi Scalfaro e Sergio Pininfarina, non ha partecipato al voto neppure il senatore del Pdl Beppe Pisanu. Con la maggioranza hanno votato anche i senatori a vita Cossiga e Andreotti. La votazione era stata preceduta dalla replica del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che ha apprezzato i toni della discussione: 'ora - ha detto - e' possibile il sogno di una democrazia bipolare in Italia'.
''Finalmente una destra occidentale liberale e democratica - aggiunge - e una sinistra libera da atteggiamenti giustizialist. Auspico pertanto che il dialogo possa continuare a svolgersi come in questi giorni in un clima di serenita' e correttezza istituzionale, senza ambiguita' e alla luce del sole, senza confusione di ruoli, senza sospetti senza intrighi consociativi. 'Finalmente, anche grazie alla semplificazione del quadro politico, si sta creando un clima nuovo senza confusioni di ruoli'. C'e' una situazione estremamente difficile del Paese e non bisogna perdere tempo in contrapposizioni pregiudiziali''
Berlusconi si e' poi detto favorevole alla proposta avanzata dal senatore del Pd, Enrico Morando, di istituzionalizzare il ruolo dell'opposizione nel Regolamento del Senato. Poi, riferendosi all'appunto di Morando circa l'assenza di riferimenti al 'cambiamento' nel discorso tenuto ieri alla Camera, il premier ha precisato: ''nel giugno 2001 dissi in aula siamo qui per cambiare l'Italia''.
''Questo governo - ha continuato - rispettera' integralmente il programma come se fosse un contratto che regola la vita civile: e' questa per noi la nuova moralita' della politica, mantenere tutti gli impegni presi con i cittadini''. Nel primo Consiglio dei ministi in programma mercoledi' a Napoli - ha confermato Berlusconi - il governo adottera' i provvedimenti annunciati in campagna elettorale: il decreto sulla sicurezza e il decreto con misure di sostegno alle famiglie. In questo secondo provvedimento saranno comprese le misure che prevedono l'abolizione dell'Ici
'Il nucleare e' una scelta indispensabile per garantirci l'energia per il futuro e per tutelare meglio l'ambiente in cui viviamo'', ha anche ribadito il premier confermando la volonta' di utilizzare le centrali nucleari per produrre energia. Secondo il presidente del Consiglio ''chi si oppone alle innovazioni fa un danno all'ambiente'' e ''non c'e' contraddizione fra sviluppo e tutela ambientale''.
C'e' tempo anche per una battuta autoironica nella replica di Berlusconi:
rivolgendosi a Enrico Morando dice: ''Lei senatore ha osservato che nel mio discorso alla Camera ho ripetuto molte volte la parola 'crescere'. Forse perche' ce l'ho dentro visto che dicono che sono 'nano'...''. Il cavaliere mentre parlava ha sollevato il braccio per indicare una persona alta suscitando l'ilarita' dell'assemblea.
''Alla Camera ho detto che abbiamo fissato il primo appuntamento con il leader dell'opposizione Veltroni gia' in questo fine settimana - ha confermato il presidente del Consiglio - Vorrei che si avesse una pratica continuativa per questi incontri''
Sono stati sei gli applausi che l'Aula del Senato ha tributato a Silvio Berlusconi durante la sua replica, che durata 15 minuti. Di questi, uno solo e' stato unanime: quando Berlusconi ha manifestato solidarieta' ai militari italiani feriti in Afghanistan.
Stretta di mano e colloquio nell' aula del Senato tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e la capogruppo del Pd, Anna Finocchiaro. Mentre era in corso la chiama dei senatori per la votazione sulla fiducia, il presidente del Consiglio si e' avvicinato al banco del Pd e ha stretto la mano alla Finocchiaro, con cui ha conversato per qualche minuto. Al termine del colloquio, una nuova stretta di mano. Nell'emiciclo, Berlusconi si e' brevemente intrattenuto anche con l'ex vicepremier Francesco Rutelli
"Non vedo nessun rischio di inciucio. Noi siamo qui a fare l'opposizione, ma ci assumiamo la responsabilità dei problemi del Paese. Serve un confronto costruttivo". Lo afferma il capogruppo dei senatori del Pd al Senato Anna Finocchiaro, conversando con i cronisti a palazzo Madama.
"Noi le offriamo una opposizione laica e asciutta. Senza svolazzi, senza eccessi, ma, per usare una parola araba, anche senza 'giulebbi'. Pur sempre un'opposizione, presidente. Abbiamo un dovere nei confronti di noi stessi, della nostra identità, aveva detto la senatrice Democratica nel suo intervento nell' Aula del Senato, nell' annunciare il no alla fiducia del gruppo del Pd.
"Noi siamo pronti a fare la nostra parte ma senza ambiguità, nell' era dialogante del bipolarismo italiano", afferma la presidente dei 118 senatori del Pd, che sottolinea:"se cadono le pregiudiziali e le barriere ideologiche, non cadono le differenze". "Il Pd - spiega Anna Finocchiaro - ha un'idea dell'Italia che dovrebbe farsi, diversa dalla vostra. Meno rassicurante. Ma a mio giudizio più moderna, più utile". Finocchiaro dà atto a Berlusconi di aver "arricchito il lessico politico che aveva adoperato dalla campagna elettorale in poi con la parola cambiamento" ma oggi "il Pdl - sostiene - non ha e non è la forza di innovazione che fu, con lei, nel '94, Forza Italia. Ora e' una forza più conservatrice, tradizionale, e dunque rassicurante: più soldi in busta paga, via gli immigrati, più sicurezza ma nessuna domanda strutturale, nessuna risposta strutturale". Finocchiaro difende, poi, il governo Prodi ricordando le cose a suo avviso buone che ha fatto di fronte alla crisi economica
. "Nella sua replica - osserva Finocchiaro - ha tracciato una fotografia dell' Italia cruda, realistica e condivisa. Ritardi, difficoltà, arretratezze, disuguaglianze. Vorrei arricchire questo quadro di un altro dato, oggettivo. Chiunque si mettesse all' opera per sovvenire a questo dato di difficoltà - aggiunge Finocchiaro - troverebbe ciò che il governo Prodi ci ha lasciato: un deficit che nel 2006 era al 4,2% ed oggi è al 2,3%; un avanzo primario al 3% mentre nel 2006 era pari a zero; un debito pubblico decrescente; una procedura di infrazione comunitaria revocata".
La capogruppo del Pd rivendica anche il cambio di clima nel suo partito, ricordando la campagna elettorale condotta "con un tratto di gentilezza, un garbo come dice lei". "Non solo - precisa Finocchiaro - perché siamo persone bene educate ma per una scelta squisitamente politica, perché lo riteniamo il passo giusto, obbligato per inoltrarci nel bipolarismo maturo". "Una scelta politica - osserva Finocchiaro con una punta polemica - precedente alla sua, visto che mentre Veltroni la faceva e la praticava piovevano le agenzie sui brogli elettorali e sulla parzialità del Capo dello Stato".












