Blitz in tutta italia contro la criminalità ed i clandestini
ROMA. Quasi quattrocento persone arrestate per reati che vanno dal favoreggiamento dell'immigrazione clandestina allo sfruttamento della prostituzione, dallo spaccio di droga ai furti e alle rapine, 118 espulsioni, decine di controlli in diverse province italiane.
La polizia ha concluso ieri un maxi blitz in tutta Italia, iniziato una settimana fa con un unico obiettivo: dare un segnale forte nei confronti di quei reati che contribuiscono ad alimentare la percezione di insicurezza tra i cittadini, facendo salire l'allarme sociale.
"È un'operazione contro la criminalità di strada e contro quei reati connessi all'immigrazione clandestina, non un'azione diretta contro un'etnia o una categoria specifica" ha confermato il direttore della Direzione anticrimine centrale (Dac) Francesco Gratteri, che con il Servizio centrale operativo ha coordinato l'operazione. E un contributo è arrivato anche dalla polizia romena tanto che il ministro dell'Interno Roberto Maroni, nel congratularsi con il capo della polizia Antonio Manganelli, ha sottolineato "l'importante contributo della cooperazione internazionale".
Una collaborazione che non si fermerà qui visto che lunedì prossimo arriveranno in Italia, per collaborare con le forze dell'ordine italiane, 15 investigatori romeni. Soddisfatto dell'operazione anche il leader della Lega Umberto Bossi: "È una cosa positiva - dice il ministro delle Riforme - perché è quello che vuole la gente. La gente ci chiede sicurezza e noi dobbiamo dargliela".
Il piano predisposto dalla polizia prevedeva due livelli: il primo mediante interventi operativi mirati, a cui hanno partecipato non solo le squadre mobili ma anche le volanti, gli agenti degli uffici immigrazione e della polizia ferroviaria, e un secondo di natura investigativa, con la costituzione di team di esperti con una lunga esperienza nel settore. Si è scelto di operare in questa prima fase (é probabile infatti che nei prossimi giorni l'operazione conclusasi oggi sia ripetuta) in 9 regioni: Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Lazio e Campania. "Quelle dove vi erano - ha spiegato il direttore dello Sco Gilberto Calderozzi - secondo le informazioni di intelligence e di polizia, le criticità più sensibili".
Alla fine in manette sono finite 383 persone, di cui 268 stranieri (marocchini e romeni i più rappresentanti, ma ci sono anche nigeriani, tunisini, albanesi, egiziani) e il resto italiani. Per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e inottemperanza del provvedimento di espulsione sono stati arrestati 111 stranieri; 92 le persone fermate per spaccio di droga, 3 per sfruttamento della prostituzione e 177 per furti o rapine (in strada e in villa). Gli immigrati clandestini espulsi sono stati invece 118; di questi 53 sono stati accompagnati direttamente alla frontiera mentre altri 65 sono stati trasferiti nei Cpt.












